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17.02.21

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Sci e montagna: chiesti oltre 4miliardi nel decreto Ristori 5

Indennizzi anziché ristori: è questa la richiesta del neo ministro per il Turismo, Massimo Garavaglia, per sostenere il comparto turistico montano.

La riapertura degli impianti sciistici era prevista per lo scorso 15 febbraio, ma di fronte alla diffusione delle varianti del Covid, il nuovo governo Draghi ha deciso di far slittare la riapertura a inizio marzo.

La decisione ha suscitato le proteste degli operatori del settore, che in questi ultimi mesi hanno investito tempo e risorse per far ripartire le proprie attività, in linea con le disposizioni anti-contagio. Da qui la richiesta di prevedere aiuti specifici, pari a 4,3 miliardi di euro, per il settore turistico montano nel decreto Ristori 5, messo in standby per via della crisi di Governo.

Il provvedimento, che dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri, potrà contare sui 32 miliardi di euro del nuovo scostamento di bilancio, che serviranno a finanziare nuovi aiuti, anche in vista della possibile proroga delle restrizioni anti-contagio fino alla primavera.

Lato fisco, sono stati prorogati dal 31 gennaio al 28 febbraio 2021 i termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati nel decreto Rilancio.

IL PUNTO SUI RISTORI. La legge di conversione del decreto Ristori ha riunito il pacchetto di misure adottate dal Governo alla fine del 2020 per fronteggiare la crisi economica causata dal perdurare dell’emergenza Covid.

Oltre ai contributi a fondo perduto e agli aiuti alle categorie di imprese e lavoratori più colpiti dalla crisi, il provvedimento ha introdotto riduzioni per le bollette di determinate categorie di aziende e professionisti. La Cassa integrazione ordinaria in deroga e l’assegno ordinario legate all’emergenza Covid-19 sono stati prorogati fino al 31 gennaio 2021, ampliando la platea dei beneficiari a chi è stato assunto entro il 9 novembre 2020.

Con il provvedimento sono stati anche detassati i contributi e le indennità connessi all’emergenza Covid che spettano ai soggetti esercenti impresa, arte o professione e ai lavoratori autonomi. Previsto, inoltre, l’obbligo di equo compenso per i professionisti impegnati nei lavori che godono del Superbonus.

 

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