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21.06.21

Agevolazioni 4.0: esclusi gli impianti di produzione di energia. Ma è ciò che vuole il Legislatore?

L’Agenzia delle Entrate ed il Ministero dello Sviluppo Economico hanno chiarito che sono esclusi dalle agevolazioni 4.0 gli impianti di produzione di energia. Tuttavia tale chiarimento potrebbe non essere conforme all’intento del Legislatore, ancor più considerato l’attuale momento in cui la transizione ecologica costituisce un obiettivo primario dell’intero sistema economico.

Il mondo industriale e manifatturiero, in linea con le più recenti logiche di sviluppo ed innovazione, stanno finalmente indirizzando la propria attenzione sul risparmio energetico.

Questo processo innovativo, che è conforme agli attuali obiettivi del sistema economico, ha avuto ulteriore impulso con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021 n. 178/2020, che ha incrementato le agevolazioni 4.0 prevedendo per il 2021 un credito d’imposta del 50% a favore delle imprese che effettuano investimenti che rientrano nell’allegato A della Legge 232/2016.

Ma quali sono i beni che possono beneficiare di queste agevolazioni? Tanti, ma tra questi attualmente sono esclusi gli impianti di  produzione di energia. È quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dello Sviluppo Economico, che hanno escluso la possibilità di accesso alle agevolazioni per gli impianti di produzione di energia.

Una decisione che potrebbe non essere corretta, per cui si ritiene opportuno riepilogare i termini della questione.

IL PIANO TRANSIZIONE 4.0. La Legge 232/2016, cui fa riferimento la Legge 178/2020, individua l’elenco dei beni che possono beneficiare delle agevolazioni 4.0 nelle seguenti tre linee di azione:

  • Beni strumentali, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito attraverso opportuni sensori e azionamenti;
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

Nella seconda linea di azione al punto 8 i beni agevolati vengono individuati nei “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”.

Le disposizioni di legge prevedono, quindi, la presenza di determinati requisiti, necessari per fruire delle agevolazioni, che sono appunto i requisiti di cui dispongono gli impianti di produzione di energia. In proposito, è evidente che gli impianti di produzione di energia sono “sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità, in grado di assicurare soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e per la riduzione delle emissioni”.

Inoltre, gli impianti di produzione di energia, in conformità alle disposizioni di Industria 4.0, sono interconnessi ai sistemi aziendali grazie alla costante interazione con le macchine ed i componenti del sistema produttivo.

LA POSIZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE. L’Agenzia delle Entrate con la circolare 4/E del 30 marzo 2017 ha chiarito i requisiti necessari per fruire delle agevolazioni, individuandoli nella “capacità di gestire il consumo della risorsa energetica, ridurre le emissioni in maniera intelligente, ottimizzando la distribuzione dell’energia e minimizzando  eventuali sovraccarichi”.

La stessa Agenzia, nella suddetta circolare, ha tuttavia rilevato dapprima che gli impianti di produzione di energia sono esclusi dalle agevolazioni poiché non dispongono dei necessari requisiti tecnici, e successivamente che gli impianti di produzione di energia beneficiano di altre misure agevolative già in vigore, come i cosiddetti “certificati bianchi” (in senso conforme si veda la risposta all’interpello n. 904-1257 del 01.04.2020).

Tuttavia la posizione dell’Agenzia non tiene conto degli effettivi requisiti degli impianti di produzione di energia, che dispongono appunto dei requisiti necessari per fruire delle agevolazioni come individuati dalla circolare. E’ evidente al riguardo che gli impianti di produzione di energia sono tecnicamente in grado di gestire il consumo della risorsa energetica, ridurre le emissioni in maniera intelligente, ottimizzando la distribuzione dell’energia e minimizzando eventuali sovraccarichi.

Inoltre, il richiamo ai certificati bianchi, riportato nella circolare, non è pertinente poiché tali agevolazioni sono relative al consumo dell’energia piuttosto che agli impianti di produzione di energia.

Infine, vi è da rilevare che la posizione manifestata dell’Agenzia delle Entrate non ha valore assoluto, poiché è un soggetto strutturalmente privo di competenze in materia legislativa.

Diversamente, ritenendo che l’Agenzia delle Entrate attraverso le proprie assunzioni possa pervenire ad un’interpretazione diversa, ed in alcuni casi abrogante delle norme di legge, si determinerebbe una violazione dell’art. 23 della Costituzione che, al fine di evitare che possano essere arbitrariamente imposti obblighi senza che gli stessi siano desumibili dalla legge, dispone che nessuna prestazione personale e patrimoniale può essere imposta se non dalla legge.

LA POSIZIONE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO. Il Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare n. 177355 del 23 maggio 2018 rileva che gli impianti di produzione di energia, ancorché funzionali al risparmio energetico, non sono ammissibili alle agevolazioni poiché sono agevolate solo “quelle soluzioni che interagiscono al livello di macchine e componenti del sistema produttivo”, che costituiscono impianti produttivi in senso stretto piuttosto che impianti generali. La suddetta circolare riporta, inoltre, quale esempio di beni agevolabili 4.0 gli impianti di produzione di energia impiegati nel settore dell’ortofloricultura, che attraverso lampade specifiche, utilizzate all’interno delle serre per stimolare la crescita delle piante piuttosto che per un generico scopo di illuminazione, vengono ritenuti impianti produttivi in senso stretto.

Anche la posizione del Ministero dello Sviluppo Economico non è condivisibile poiché tra le  soluzioni che interagiscono al livello di macchine e componenti del sistema produttivo, rientrano appunto gli impianti di produzione di energia che costituiscono impianti produttivi in senso stretto funzionali alla produzione di una fondamentale materia prima quale appunto l’energia.

CONCLUSIONI. Sulla base della corretta applicazione delle norme di legge, gli impianti di produzione di energia dispongono di tutti i requisiti previsti per fruire delle agevolazioni.

Le posizioni manifestate dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 4/E del 30 marzo 2017 e dal Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare n. 177355 del 23 maggio 2018, non tengono conto degli effettivi requisiti degli impianti di produzione di energia, che sono appunto quelli individuati dalla legge.

A ciò si aggiunga che escludere dalle agevolazioni gli impianti di produzione di energia, che costituiscono strumenti innovativi funzionali alla transizione ecologica del sistema economico è certamente un risultato negativo per il sistema economico di un Paese il cui Recovery Plan prevede, entro il 2030, che la produzione di energia attraverso centrali eoliche e fotovoltaiche sia pari al 70 (allo stato attuale è appena al 20%) ed in cui la transizione ecologica costituisce una direttiva primaria del futuro sviluppo industriale.

Pertanto, fermo restando che i sopraindicati aspetti dovranno essere confermati da valutazioni di natura tecnica, è opportuno che il Ministero proceda ad una attenta analisi sia delle disposizioni normative, sia delle finalità del  Piano Transizione 4.0, il cui obiettivo primario è creare le condizioni per sostenere le imprese nel costante processo di transizione tecnologica e rilanciare il ciclo degli investimenti così fortemente penalizzato dall’emergenza economica.

Valga al riguardo la posizione assunta dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che ha recentemente dichiarato che per centrare il target previsto per il 2030 bisogna istallare tra i sette e i nove gigawatt annuali quando negli ultimi anni abbiamo istallati in media 0,8 gigawatt annuali.

E’ quindi evidente che se la finalità del legislatore è quello di raggiungere gli obiettivi del Piano Transizione 4.0, piuttosto che rischiare l’uscita dall’accordo di Parigi, è necessario che i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Transizione Ecologica  chiariscano entro breve termine tale aspetto in conformità alle disposizioni normative e agli obiettivi dell’intero sistema economico.

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