fbpx

Molte volte le imprese sono alla ricerca di agevolazioni nazionali e/o comunitarie che possano venire incontro alle loro esigenze produttive e, nel contempo, avere una ricaduta positiva in termini economici e finanziari ma, altrettanto spesso, succede che si cerchi lontano trascurando ciò che invece è già a portata di mano.

Con la Legge di stabilità 2016 è stato introdotto, per gli anni dal 2016 al 2019, un credito di imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

La norma è stata successivamente prorogata all’anno 2020 e l’articolo 1, comma 171, della legge di bilancio per il 2021, la n. 178/2020, ne ha disposto, da ultimo, la proroga agli esercizi 2021 e 2022.

Anche se si tratta, dunque, di un’agevolazione fruibile dal 2016, purtroppo, nella quotidianità professionale si incontrano ancora realtà aziendali che non conoscono o che, pur avendone avuto notizia, non sanno come utilizzare i benefici della L. 208/2015 e successive modifiche ed integrazioni.

Senza entrare nei dettagli operativi, per i quali Vi rimandiamo a precedenti approfondimenti e ad un contatto diretto, in questa occasione vorrei porre l’attenzione sul fatto che troppe volte ancora succede che le aziende che operano nel Mezzogiorno perdano delle occasioni che potrebbero rivelarsi per loro di “vitale” importanza.

In questo caso, poi, l’occasione è propizia quasi per tutte le imprese, con l’unica condizione che abbiano investito in passato o intendano investire nell’imminente futuro.

L’agevolazione, infatti, in virtù della sua “esclusiva” efficacia retroattiva e dell’estensione a quasi tutti i settori produttivi (ivi incluso il commercio, i servizi e l’agricoltura) e a tutte le dimensioni aziendali, può essere fruita da un’ampia platea di aziende:

  • aziende che negli anni scorsi, ignare di quello che sarebbe successo, hanno effettuato importanti investimenti ma sono state messe a dura prova dalla contingenza economica del momento: per queste, nell’ipotesi che abbiano ancora la fortuna di essere sul mercato, potere recuperare sotto forma di credito d’imposta una rilevante porzione del capitale investito rappresenterebbe certamente una preziosa boccata di ossigeno;
  • aziende che hanno tenuto testa alla bufera economica in corso e pensano di contrastarla effettuando nuovi investimenti produttivi che possano dare rilancio alla propria attività attraverso una diversificazione del prodotto o del processo produttivo, anche in ottica 4.0.: niente di meglio, anche in questo caso, che investire recuperando a strettissimo giro una fetta significativa della liquidità impiegata;
  • aziende che, avendo vissuto o avvertendo un trend positivo del proprio core business, vogliano perseguire un ampliamento della capacità produttiva: anche in questo caso il ritorno di una quota della liquidità investita può rappresentare un’opportunità per programmare maggiori investimenti di quelli che altrimenti sarebbero possibili o per far fronte, con la liquidità recuperata, ad altro genere di impegni.

A fronte, dunque, degli investimenti già realizzati, a partire dal 2016 a tutto il 2020, o da realizzare nel corrente anno 2021, si riapre l’opportunità, a partire dal 31 marzo, di farsi riconoscere dall’Amministrazione Finanziaria un credito d’imposta già maturato, magari a propria insaputa, o di prenotarne una nuova porzione da utilizzare in compensazione con tutti i tributi e i contributi, pregressi o futuri, da versare con modello F24.

Che sia una misura sulla quale anche il Legislatore crede ancora molto è dimostrato pure dall’incremento dello stanziamento annuo che è passato da 617 milioni di euro, per gli anni dal 2016 al 2020, a 1.053,9 milioni di europer gli anni 2021 e 2022.

Invariate sono rimaste invece le altre caratteristiche del credito d’imposta il cui ammontare va dal 45% per la stragrande maggioranza delle imprese (piccole), al 35% per le medie imprese, fino ad arrivare al 25%riconosciuto alle grandi imprese.

Al vantaggio immediato che ne deriva in termini di liquidità, se ne aggiungono degli altri non meno importanti:

  • la cumulabilità dell’agevolazione con le altre di cui gli stessi investimenti potrebbero beneficiare, quali ad esempio la legge Sabatini, il credito d’imposta che ha sostituito il superammortamento, fino ad arrivare al credito d’imposta conseguibile dall’effettuazione degli investimenti aventi caratteristiche 4.0. ai sensi della L. 178.2020 con l’unico limite del costo del bene che, pertanto, per effetto del suddetto cumulo potrebbe tendere a zero;
  • la possibilità di fruire del credito d’imposta fin dal momento in cui l’impresa acquisisce la disponibilità del bene e ne assume su di sé i rischi, a prescindere dunque dalle condizioni di pagamento concordate con i propri fornitori;
  • l’immediata fruibilità del credito anche a fronte di investimenti effettuati in leasing, piuttosto che con acquisto diretto, e dunque anticipandone, ancor di più in questo caso, la fruizione rispetto al momento del sostenimento della spesa;
  • l’intassabilità del contributo ai fini IRES e IRAP;
  • la concessione del beneficio con riserva anche nei casi in cui sia necessario procedere, dato l’importo del credito, alle verifiche antimafia, laddove queste dovessero protrarsi per più di 30 giorni;
  • non ultima la possibilità di prenotare il credito d’imposta anche a fronte di un programma di investimenti che ancora, in virtù dell’instabilità economica del momento, non si ha la certezza di potere realizzare ma con il conforto che, laddove le condizioni dovessero renderlo possibile, si è già ottenuta l’autorizzazione alla fruizione da parte dell’Agenzie delle Entrate.

Naturalmente la finalità del Legislatore è sempre stata, ed ancor più lo è in questo periodo, quella di dare slancio al sistema economico favorendo gli investimenti c.d. “produttivi” ossia quelli che possano rimettere in moto l’economia per le ricadute che hanno su tutta la filiera, motivo per cui nel valutare, naturalmente con il supporto di un Professionista qualificato, gli investimenti da realizzare deve aversi riguardo ad impianti, macchinari ed attrezzature varie, e in presenza di determinate caratteristiche, anche a software ed hardware, che attengono strettamente al core business dell’impresa, implementando sia la dotazione aziendale che la conseguente capacità produttiva.

Come sempre però, il tempo gioca un ruolo altrettanto importante per cui è bene attivarsi subito, sia per recuperare, il prima possibile, risorse già investite, sia per programmare nuovi investimenti strategici e prenotare le risorse messe a disposizione che, benché congrue, non sono mai illimitate.

 

Per saperne di più, leggi le nostre precedenti pubblicazioni:

 

Homepage > Pubblicazioni > Consulenza Aziendale > Credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno: un’occasione da non perdere
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?