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L’esigenza di disciplinare i rapporti di debito e credito con la Pubblica Amministrazione, nonché l’esigenza di fornire alle Imprese una maggiore liquidità, anche mediante il supporto del sistema bancario,  ha indotto il Governo, in attuazione di quanto previsto  dall’art.31 co. 1-bis del lontano D.L. n. 78/10, a varare una serie di decreti attuativi volti a rendere più concreta la possibilità di liquidare i crediti vantati dalle Imprese verso le PP.AA.

In particolare, tra maggio e giugno 2012, sono stati emanati i seguenti decreti ministeriali:
– due Decreti c.d. “Certificazione” (D.M. 22/05/2012 e D.M. 25/06/2012) aventi ad oggetto l’uno la Certificazione dei crediti scaduti nei confronti delle amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali) e l’altro la Certificazione dei crediti scaduti nei confronti delle regioni ed enti locali (inclusi gli enti del Servizio Sanitario Nazionale);
– un Decreto c.d. “Compensazione” (D.M. 25/06/2012) avente ad oggetto la Compensazione dei crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali ed enti del Servizio Sanitario Nazionale con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, successivamente estesa anche ai crediti nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
– un Decreto sul “Fondo Centrale di Garanzia” (D.M. 26/06/2012) avente ad oggetto modifiche ed integrazioni ai criteri e alle modalità di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI.
Il quadro normativo è stato poi completato con il D.L. 8 aprile 2013 n. 35, recante “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”, convertito nella Legge 64 del 6/6/13.
In questa sede ci occuperemo specificatamente della Procedura di Certificazione dei Crediti e delle conseguenti possibilità di smobilizzo dei crediti certificati.

I crediti certificabili
I “Decreti Certificazione” hanno attuato l’obbligo, posto a carico di tutti gli enti pubblici, di certificare, su istanza del creditore, gli eventuali crediti derivanti da contratti stipulati con le Pubbliche Amministrazioni.
I “crediti certificabili” devono possedere determinati requisiti, ovvero devono essere:
– “non prescritti”, cioè non dev’essere decorso, anche per effetto di atti interruttivi della prescrizione (quali ad es. atti di costituzione in mora, solleciti di pagamento, etc.), il periodo temporale oltre il quale si perde il diritto ad esigere il pagamento;
– “certi” ovvero relativi a negozi giuridici correttamente perfezionati per i quali siano stati assunti i relativi impegni di spesa ed effettuate le relative registrazioni nelle scritture contabili dell’ente pubblico debitore;
– “liquidi” ovvero determinati nell’ammontare;
– “esigibili” ovvero già scaduti e non soggetti a termine o a condizioni sospensive.

I soggetti coinvolti
Gli attori principali coinvolti nella procedura di Certificazione dei crediti sono il titolare del credito (creditore) e l’amministrazione o ente debitore (P.A.).
Il creditore è qualunque soggetto (società, impresa individuale o persona fisica) vanti un credito, derivante da contratti di somministrazione, fornitura ed appalto, nei confronti di una Pubblica Amministrazione.
I soggetti della Pubblica Amministrazione cui è possibile richiedere la Certificazione dei crediti sono:
– le amministrazioni statali, centrali e periferiche (ivi incluse le università, istituti e scuole di ogni ordine e grado);
– le regioni e le provincie autonome;
– gli enti locali, con esclusione di quelli commissariati;
– gli enti del Servizio Sanitario Nazionale esclusi quelli sottoposti a piani di rientro del deficit sanitario.
I soggetti ai quali non è possibile richiedere la Certificazione sono gli organi costituzionali, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, gli enti pubblici economici, gli enti ed organismi di diritto privato e le società a partecipazione pubblica.
Altri soggetti possono essere coinvolti nella procedura di Certificazione, quali in particolare:
– il commissario ad acta, che è tenuto a provvedere, entro 50 giorni dalla nomina, alla Certificazione del credito o a dichiararne l’inesigibilità o l’insussistenza anche parziale, qualora la P.A. interpellata rimanga inerte per oltre 30 giorni;
– l’Agente della riscossione, al quale il creditore può rivolgersi per utilizzare tutto o parte del credito certificato in compensazione con i debiti iscritti a ruolo;
– le banche o altri intermediari finanziari abilitati, nella veste di cessionari del credito o di destinatari di mandato irrevocabile all’incasso connesso all’anticipazione finanziaria a valere sul credito certificato.


La procedura

La procedura di “Certificazione del credito” viene gestita attraverso una Piattaforma elettronica per la Certificazione dei Crediti (sistema PCC) messa a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla quale sia il creditore che le PP.AA. possono accedere a seguito di accreditamento.
Il creditore dà inizio al processo di certificazione presentando, mediante la piattaforma elettronica, un’istanza di certificazione del credito alla P.A. nei cui confronti vanta un credito certificabile, specificando il dettaglio delle fatture a cui si riferisce il credito.
All’istanza viene attribuito un numero di protocollo ed un codice di controllo che consentono a tutti i soggetti interessati ed abilitati di verificare in ogni momento lo stato e la disponibilità residua del credito.

La P.A.  debitrice, ricevuta l’istanza di certificazione, dopo aver effettuato gli opportuni riscontri, è tenuta a certificare, entro 30 giorni,  che il credito sia certo, liquido ed esigibile ovvero a rilevarne l’inesigibilità o l’insussistenza, anche parziale.
In particolare, per i crediti di importo superiore a diecimila euro, la P.A., prima di procedere al rilascio della Certificazione, verifica presso l’Agente della riscossione, l’eventuale presenza di importi iscritti a ruolo.

In caso di accertamento positivo, la Certificazione viene resa per l’intero credito, ma l’importo delle somme dovute all’Agente della riscossione viene annotato nella Certificazione ed il credito certificato è vincolato ad essere utilizzato in compensazione con gli importi iscritti a ruolo fino a concorrenza degli stessi.
Nel caso in cui la P.A. interpellata vanti dei crediti nei confronti del richiedente, la Certificazione sarà resa al netto di tali somme.
Ove la P.A. effettui, in tutto o in parte, il pagamento del credito, tale pagamento è registrato sul sistema PCC, riducendo il valore del credito certificato.

In merito alla procedura di certificazione in esame, si evidenzia che l’art. 7 comma 4 del D.L. 35 dell’ 8 Aprile 2013, convertito nella Legge n. 64 del 6 giugno 2013 ha prescritto a carico di tutte le PP. AA. debitrici, l’obbligo di  comunicare a ciascun creditore, entro il 15 Settembre 2013, attraverso la PCC, l’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati e non ancora estinti alla data del 31/12/2012.
Tuttavia si rileva che, allo stato attuale, le PP.AA. che hanno adempiuto a tale obbligo di comunicazione risultano essere una sparuta minoranza.
A partire dal 2014, detta comunicazione, che per il creditore avrà la stessa valenza della Certificazione, dovrà essere rilasciata dal 30 aprile di ogni anno.

I vantaggi della Certificazione dei crediti verso la P.A.
L’ottenimento della Certificazione dei crediti vantati verso le PP.AA. può costituire per il creditore uno strumento prezioso per lo smobilizzo di denaro virtualmente disponibile ma non agevolmente e tempestivamente riscuotibile.
Infatti la Certificazione del credito può essere utilizzata per una o più delle seguenti finalità:
– cessione, anche parziale, del credito;
– anticipazione a valere sullo stesso credito presso una banca o un intermediario finanziario abilitato;
– compensazione, presso l’Agente della riscossione, di tutto o parte del credito certificato con le somme dovute per tributi erariali, regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi Inail ed altri debiti nei confronti della P.A. che ha rilasciato la Certificazione, compresi gli oneri accessori, gli aggi e le spese dovute all’Agente della Riscossione;
– compensazione con somme dovute all’Agenzia delle Entrate, in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflattivi del contenzioso tributario.
Caratteristica fondamentale della Certificazione dei crediti verso le PP.AA è l’impegno al pagamento dei crediti certificati, in favore del creditore originario o di quello subentrato, entro e non oltre 12 mesi dalla data di rilascio/aggiornamento della Certificazione, mettendo così il creditore in condizione di poter contare su di un termine certo di pagamento.
Inoltre, la possibilità di gestire tutta la procedura in forma telematica, permettendo anche ad altri soggetti quali banche o agenti della riscossione di interfacciarsi con la PA per verificare lo stato e la disponibilità del credito certificato, rappresenta un notevole snellimento burocratico.
Un altro importante vantaggio che il creditore può conseguire grazie alla Certificazione dei crediti verso le PP.AA, riguarda la possibilità di ottenere il rilascio del DURC, da parte di Istituti previdenziali e Casse Edili, qualora sussistano crediti certificati di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati.
In particolare, nel caso in cui il DURC debba essere richiesto d’ufficio da parte di una P.A., come avviene nel settore dei lavori pubblici, il creditore potrà dichiarare di essere titolare di crediti certificati nei confronti di una P.A., comunicandone gli estremi identificativi (Amministrazione debitrice, data di rilascio, numero di protocollo, importo a credito, data di pagamento, codice di Certificazione).
Gli Istituti Previdenziali e le Casse Edili verificheranno la presenza del credito vantato e, in caso di riscontro positivo, rilasceranno il DURC, valido per il periodo di 120 giorni, contenente  i seguenti elementi:
1. dicitura di emissione “ex art.13-bis, co.5, D.L. n.52/12”;
2. importo dei debiti contributivi/assicurativi e Istituto creditore;
3. estremi della certificazione;
4. data di pagamento dei crediti vantati nei confronti della P.A.

All’atto del pagamento di SAL o di corrispettivi relativi a servizi di somministrazione e fornitura in favore di soggetti titolari di crediti certificati, si applica la procedura di intervento sostitutivo previsto dall’art. 4, co.2 D.P.R. n. 207/10 in base alla quale, in presenza di DURC irregolari, le PP.AA. debitrici sono tenute a sostituirsi al debitore principale versando, in tutto o in parte, le somme dovute ai predetti Istituti e Casse in dipendenza del contratto da cui discende il credito certificato.
Il credito certificato potrà altresì essere oggetto di una cessione o di un’anticipazione, purché sia preventivamente soddisfatto il debito contributivo, come comprovato da un DURC  aggiornato che attesti la regolare situazione contributiva; in alternativa, il soggetto interessato dovrà sottoscrivere apposita delega di pagamento in favore dell’intermediario finanziario che provvederà direttamente all’estinzione del debito contributivo ed alla conseguente erogazione della residua porzione di credito ceduto o anticipato.

Conclusioni
Alla luce delle disposizioni introdotte dal D.L. n. 78/2010 e successive modifiche ed integrazioni, sono  indiscutibili i potenziali vantaggi derivanti dalla Certificazione dei crediti quale strumento idoneo a liberare le posizioni “incagliate” di debito/credito nei confronti delle PP.AA. e a fornire alle imprese della liquidità preziosa, grazie anche alle nuove opportunità di cessione o anticipazione dei crediti certificati.
Finalmente una boccata di ossigeno alle imprese che può essere di “vitale importanza” conoscere ed utilizzare.

PER LO STUDIO VITALE

Dott.ssa Valentina Licari

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