Obbligo di fatturazione elettronica dal primo di luglio anche per i soggetti in regime forfettario, in regime “di vantaggio” e per le associazioni sportive dilettantistiche che, nel corso del 2021, hanno conseguito proventi da attività commerciale entro il range dei 65mila euro.

A prevederlo è l’art. 18 del D.L. 36/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 aprile, che detta le regole per l’applicazione delle nuove disposizioni. Resta inteso che fino al 30 giugno (quindi per le operazioni effettuate fino a questa data), si potrà ancora fare ricorso alla modalità cartacea, ma è tempo di familiarizzare già con tutti i dettagli della nuova obbligazione.

L’art. 18 del D.L. 36/2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2022, prevede l’introduzione, a decorrere dal 1° luglio 2022, dell’obbligo di emissione della fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI), ai sensi del modificato art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015, anche per i soggetti in regime forfetario nonché per i soggetti in regime “di vantaggio” e per le associazioni sportive dilettantistiche che nel periodo precedente hanno conseguito proventi da attività commerciale per un importo non superiore a 65.000 euro.

TEMPI DI AVVIO DELLA E-FATTURA. Il comma 3 dell’articolo 18 del D.L. 36/2022 detta le regole per l’applicazione delle nuove disposizioni, prevedendo l’avvio in due momenti: a partire dal 1° luglio 2022 per i contribuenti che nel 2021 hanno conseguito ricavi/compensi superiori a 25mila euro (ragguagliati ad anno); a partire dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri.

Resta, quindi, inteso che fino al 30 giugno (quindi per le operazioni effettuate fino a questa data), si potrà ancora far ricorso alla modalità cartacea.

Normalmente, a norma dell’articolo 21 del D.p.r. n. 633/1972, la fattura deve essere emessa entro il 12° giorno successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Il momento di effettuazione dell’operazione coincide con il momento di consegna/spedizione dei beni o, per le prestazioni di servizi, con il momento di pagamento del corrispettivo (articolo 6 del D.P.R. n. 633/1972). Nel caso dei servizi, perciò, non rileva l’eventuale data della “notula” spesso emessa dai professionisti.

L’estensione ai soggetti “in franchigia” dell’obbligo di emissione della e-fattura comporta un necessario ripensamento delle procedure amministrative sin qui adottate. A tal fine, oltre a poter fruire dei vari programmi presenti sul mercato, gli operatori di minime dimensioni potrebbero avvalersi dei servizi offerti dall’Amministrazione finanziaria.

SERVIZI PER LA FATTURAZIONE. Per quanto concerne la procedura di generazione della fattura, ricordiamo che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il portale “Fatture e Corrispettivi”, all’interno del quale è presente una specifica sezione (“Fatturazione elet- tronica e conservazione”), che consente di predisporre e trasmettere il file XML; l’app “FatturAE”, utilizzabile mediante smartphone o tablet (in ambiente Android o iOS), in grado di creare e inviare la e-fattura; un software per pc, che permette la sola generazione del file XML (in tal caso la fattura dovrà essere trasmessa mediante pec, canali “SFTP”, “web-service”, o, ancora, avvalendosi dei servizi dell’Agenzia (effettuando l’upload del file XML sul portale “Fatture e Corrispettivi”).

Va sottolineato che l’emissione di fatture in formato elettronico comporterà, altresì, la necessità di procedere alla loro conservazione elettronica, secondo quanto disposto dall’art. 39 del D.P.R. n. 633/72. Anche in questo caso, gli operatori chiamati al nuovo adempimento potrebbero avvalersi del servizio di conservazione gratuita offerto dall’Agenzia delle Entrate.

Per aderire a tale servizio, è necessario accedere al portale “Fatture e Corrispettivi”. Il sistema conserva, in via ordinaria, i documenti transitati via SdI (e-fatture emesse, ricevute e note di variazione elettroniche), a partire dal giorno successivo alla data di adesione, fino a quello della revoca. Nondimeno, è consentito richiedere che vengano portate in conservazione anche le fatture transitate per il SdI in data antecedente a quella di sottoscrizione dell’accordo.

VANTAGGI DELLA E-FATTURA. L’estensione ai soggetti “in franchigia” dell’obbligo di emissione della e-fattura potrebbe rendere appetibile anche l’agevolazione che consente la riduzione di due anni dei termini di accertamento (ai fini IVA e dei redditi d’impresa o di lavoro autonomo) nel caso in cui sia garantita la tracciabilità di tutti i pagamenti ricevuti ed effettuati di ammontare superiore a 500 euro.

La speciale disciplina, prevista dall’art. 3 del D. Lgs. 127/2015 è, infatti, destinata esclusivamente ai soggetti passivi che documentano le operazioni mediante fattura elettronica via SdI e/o memorizzazione e invio dei corrispettivi.

Resterebbe da definire se l’agevolazione possa applicarsi anche su base semestrale, tenuto conto che l’ob- bligo di fatturazione elettronica per i soggetti in argomento decorre dal 1° luglio 2022. Diversamente, la riduzione dei termini di accertamento riguarderebbe solamente coloro che, nel primo semestre dell’anno, già si sono avvalsi della fatturazione elettronica su base facoltativa.

E-FATTURA E PRESTAZIONI SANITARIE. Tale obbligo, tuttavia, deve essere coordinato con le disposizioni vigenti in materia di fatturazione elettronica per quanto riguarda le prestazioni sanitarie.

Volendo ripercorrere in estrema sintesi la genesi della questione, è necessario ricordare che, per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, erano state introdotte, sin a partire dal 2019, disposizioni specifiche in materia di fatturazione elettronica, che avevano previsto un espresso divieto di emissione di e-fattura, valevole qualunque sia il regime contabile adottato dal soggetto emittente. Ciò accadeva per tutelare le esigenze di privacy dei pazienti, considerate in questo frangente di interesse prevalente rispetto agli obblighi di carattere contabile-fiscale.

Tali disposizioni sono state reiterate negli anni da una serie di interventi normativi, culminando nel decreto-legge del 21 ottobre 2021, n. 146 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 ottobre 2021, n. 252), con cui è stato confermato il divieto – per un ulteriore anno – di emissione in formato elettronico delle fatture aventi ad oggetto prestazioni sanitarie.

Pertanto, quando si tratta di prestazioni sanitarie, sulle norme di carattere generale relative agli obblighi di fatturazione attualmente prevalgono, e continueranno a prevalere, le disposizioni di cui all’articolo art. 10-bis del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, che prevede, fino al 31 dicembre 2022, il divieto di emissione di e-fattura per le prestazioni i cui dati sono da inviare al Sistema Tessera Sanitaria.

Inoltre, con l’articolo art. 9-bis del D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 11 febbraio 2019, il divieto di emissione di e-fattura per le prestazioni sanitarie fornite alla persona è stato esteso anche a carico dei soggetti che non rientrano nell’obbligo di trasmissione dei dati al Sistema TS, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

QUANDO L’E-FATTURA è VIETATA. Per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, fino al 31 dicembre 2022 (salvo che, sul finire dell’anno in corso, non intervenga l’ennesima proroga) vige il divieto di emissione di fattura elettronica quando la fattura si riferisce a prestazioni sanitarie rese alla persona fisica, anche in caso di opposizione del paziente alla trasmissione dei dati al sistema Tessera Sanitaria; prestazioni “miste”, ovvero quando la fattura contiene contestualmente prestazioni sanitarie rese a favore del paziente e prestazioni diverse.

Per quanto riguarda le fatture relative a prestazioni sanitarie, o miste, come si è detto, non cambierà nulla. Tuttavia, attenzione, cambierà la modalità di fatturazione nei casi in cui non si tratti di prestazioni sanitarie, oppure non si tratti di prestazioni rese al paziente finale.

Pertanto, occorre distinguere le fatture B2B da quelle per la vendita di beni. Se si tratta di fattura B2B, ovvero emessa verso un altro soggetto titolare di partita IVA (es. verso un’azienda, oppure verso un collega sanitario, ad esempio per una sostituzione in studio medico), dal 1° luglio 2022 la fattura resterà cartacea se il contribuente è sotto la soglia dei 25mila euro nel 2021, mentre dovrà essere elettronica sopra tale soglia. Se si tratta di una fattura non avente ad oggetto una prestazione sanitaria (ad esempio, la cessione di una attrezzatura usata), la fattura resterà cartacea se il contribuente è sotto la soglia dei 25mila euro nel 2021, mentre dovrà essere elettronica sopra tale soglia.

Dunque, secondo la formulazione attuale delle norme, il divieto di emissione della e-fattura per le prestazioni sanitarie vale solo fino al 31 dicembre 2022. Se i problemi di privacy dovessero essere superati, e quindi tale divieto cancellato, la questione dovrebbe essere nuovamente rivista, coinvolgendo non solo i “nuovi obbligati”, bensì tutti gli esercenti professioni sanitarie.

ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SI FA FATTURA CARTACEA O ELETTRONICA? In formato elettronico. Da questo punto di vista non ci sono variazioni rispetto alla Finanziaria del 2008, che aveva stabilito la fatturazione elettronica nei confronti delle amministrazioni pubbliche tramite il Sistema di Interscambio, indipendentemente dal regime contabile adottato.

 

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