Il regime forfetario, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (190/2014), rappresenta un regime fiscale agevolato, destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Alla luce del disegno di Legge di Bilancio 2023, approvato il 21 novembre 2022 dal Consiglio dei Ministri, mettiamo a confronto l’attuale regime con quella che sarà la sua evoluzione.

REGIME FORFETARIO OGGI 

Il regime forfetario è un regime fiscale agevolato che si applica sia ai soggetti già in attività sia a coloro che intraprendono una nuova attività e non prevede una scadenza legata a un certo numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica; la sua applicazione è, pertanto, subordinata solo al verificarsi delle condizioni di seguito elencate:

  • ricavi o compensi percepiti, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro;
  • spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari;
  • contestuali redditi da lavoro dipendente o assimilati e da pensione non superiore a 30.000 euro.

L’articolo 1, comma 57 della Legge n. 190/2014 prevede alcune cause di esclusione dal regime forfettario. Si tratta di cause che portano alla fuoriuscita dal regime a partire dall’anno successivo a quello in cui sono verificate. In particolare, l’esclusione dal regime forfettario è prevista per i soggetti che si trovino nelle situazioni di seguito indicate:

  • utilizzo di regimi speciali Iva e di altri regimi di determinazione forfetaria del reddito;
  • assenza di residenza in Italia;
  • compimento, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili (articolo 10 comma 1 n 8 del DPR n 633/72) o di mezzi di trasporto nuovi (articolo 53 comma 1 del DL n 331/93);
  • partecipazione contemporanea in società di persone, associazioni professionali o partecipazioni di controllo in SRL (anche trasparenti ex articolo 115 o 116 del DPR n 917/86) che esercitano la stessa attività economica;
  • svolgimento di attività lavorativa prevalentemente nei confronti del datore di lavoro con cui sono intercorsi rapporti di lavoro negli ultimi due anni.

Dopo aver fornito una panoramica introduttiva delle regole d’accesso, vediamo come funziona oggi il regime forfetario.

L’accesso al regime forfettario consente di beneficiare non solo di una tassazione ridotta (pari al 5% per i primi 5 anni di attività e successivamente del 15%), ma anche della riduzione dei contributi INPS e di semplificazioni ai fini Iva e delle imposte sui redditi.

Chi applica il regime forfettario, inoltre, non addebita l’Iva in fattura ai clienti, non liquida l’imposta, ed è quindi esonerato dai relativi adempimenti (presentazione della dichiarazione Iva, registrazione corrispettivi, fatture emesse e ricevute).

Chi applica il regime forfetario determina il reddito imponibile applicando, all’importo di ricavi e compensi percepiti, i coefficienti di redditività, stabiliti per i vari codici ATECO, e deducendo i contributi previdenziali obbligatori.

IL “NUOVO” REGIME FORFETARIO SECONDO IL DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO 2023

La Manovra 2023, rivoluziona, secondo le prime anticipazioni, il regime forfetario. La prima grande innovazione è costituita dalla flat tax incrementale, che consentirà di assoggettare ad aliquota fissa del 15%, l’extra reddito prodotto in esubero rispetto ai tre anni precedenti, con il limite di 40.000 euro, per i contribuenti che determinano il reddito con modalità ordinarie (contabilità semplificata e contabilità ordinaria).

Costoro potranno confrontare il reddito dell’esercizio con quello dei tre esercizi precedenti. Più precisamente, a dover essere preso in considerazione sarà il reddito più alto dei tre esercizi precedenti. Questo dovrà essere posto a confronto con quello dell’esercizio corrente e, in caso di incremento di almeno il 5%, l’extra reddito sarà tassato, come si è detto, ad aliquota fissa del 15%.

Inoltre, a partire dal 2023, sarà previsto un innalzamento della soglia di accesso e permanenza nel regime agevolato; difatti, potranno accedere o mantenere il regime forfetario i contribuenti che conseguiranno ricavi o compensi non superiori ad 85.000 euro. Di contro, verrà introdotta una nuova causa di fuoriuscita immediata: chi avrà compensi o ricavi superiori a 100 mila euro uscirà immediatamente dal regime forfettario, senza aspettare l’anno fiscale seguente (e dovrà anche effettuare tutti gli adempimenti fiscali ordinari per l’anno in corso); chi invece supererà la nuova soglia degli 85 mila euro, ma resterà sotto ai 100 mila euro, uscirà dal regime forfettario a partire dall’anno successivo.

Non ci resta, pertanto, che attendere l’ufficialità della nuova Legge di Bilancio.

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