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Come previsto dall’art. 1, comma 104, della legge N. 208/2015, istitutiva del credito d’imposta sugli investimenti nelle aree svantaggiate (c.d. Bonus Sud), le piccole e medie imprese che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle Entrate l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta, devono indicare nel quadro RU del Modello Redditi 2018 l’ammontare complessivo degli investimenti agevolabili effettuati e il corrispondete credito d’imposta maturatonel 2017, nonché l’ammontare del credito utilizzato in compensazione nello stesso anno e, infine, l’eventuale porzione di credito, non utilizzato nel 2017, rinviato per l’utilizzo in compensazione all’esercizio 2018.

In considerazione dell’approssimarsi della scadenza per la presentazione del Modello Redditi 2018, nella presente circolare si forniscono le istruzioni operative per la compilazione del predetto quadro RU, non soltanto per l’importanza che tale formalità riveste, ma soprattutto quale occasione per fare il punto degli investimenti già realizzati e per riprogrammare quelli che sono ancora da effettuare entro il termine del 31/12/2019.

Compilazione del quadro RU

I dati relativi al c.d. Bonus Sud, vanno esposti nella sezione I del quadro RU, codice credito C4, compilando i seguenti righi:

  • RU 2 per l’eventuale “credito d’imposta residuo della precedente dichiarazione”;
  • RU 5 per il “credito d’imposta spettante nel periodo”;
  • RU6 per il “credito (2016 e/o 2017) utilizzato in compensazione con il mod. F24”;
  • RU8 per il “credito d’imposta (eventualmente) riversato”, laddove utilizzato in eccedenza;
  • RU12 per il ”credito d’imposta residuo (da riportare nella successiva dichiarazione)”.

Ai fini della corretta compilazione del quadro RU, è opportuno ricordare i seguenti concetti:

  1. Investimenti realizzati

Per determinare l’investimento agevolabile realizzato in ciascun anno, si applica il principio generale di competenza temporale previsto dall’art. 109, comma 1 e 2, del TUIR, a norma del quale le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute:

  • per i beni mobili: alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale o, alternativamente, la data in cui è avvenuto il trasferimento dei rischi e dei benefici;
  • per le prestazioni di servizi: alla data in cui sono ultimate e sempre che possano essere capitalizzate nel costo di acquisto del bene;
  • per gli investimenti realizzatiin economia: i relativi costi sono determinati con riferimento alle spese complessivamente sostenute nel periodo d’imposta avuto riguardo ai criteri di competenza di cui al citato art. 109 TUIR;
  • nell’ipotesi in cui l’investimento venga realizzato attraverso un contratto di appalto a terzi, i costi si considerano sostenuti alla data di ultimazione della prestazione ovvero, in caso di stati diavanzamento lavori, alla data di accettazione degli stessi.

    Si ricorda che non esistono, invece, vincoli precisi in merito alla tempistica di pagamento dei beni/servizi oggetto dell’investimento agevolabile.

  1. Credito d’imposta “maturato”

Il credito d’imposta spettante si determina applicando all’investimento agevolabile le percentuali previste dalla norma che sono:

FINO AL 28/02/17

DAL 01/03/17

 20% per le Piccole imprese

 45% per le Piccole imprese

15% per le Medie imprese

35% per le Medie imprese

 10% per le Grandi imprese

 25% per le Grandi imprese

Per gli investimenti realizzati fino al 28/02/2017 il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni agevolabili eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta, relativi alle medesime categorie dei beni d’investimento appartenenti alla stessa struttura produttiva, ad esclusione degli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell’investimento agevolato; con riferimento agli investimenti effettuatia decorrere dal 1° marzo 2017 il credito d’imposta è commisurato al costo complessivo dei beni agevolabili senza alcuna decurtazione a titolo di ammortamento.

  1. Credito d’imposta “compensato”

Il credito d’imposta da indicare nel rigo RU6, quale credito d’imposta compensato, è quello utilizzato a scomputo di altri tributi e contributi nel corso dell’esercizio 2017 con il codice tributo6869, sezione Erario, indicando l’anno 2016 o 2017 quale anno di sostenimento dei costi e, dunque, di maturazione del credito.

L’ammontare del credito utilizzato in compensazione, anche in più soluzioni, non può eccedere l’importo risultante dall’autorizzazione alla fruizione rilasciata dell’Agenzia delle Entrate.

Ciò vale non soltanto con riferimento all’ammontare del credito prenotato ed autorizzato complessivamente dall’Agenzia delle Entrate, ma anche con riferimento al credito autorizzato per ogni singolo anno.

Al riguardo, benché la norma non ponesse un limite in tal senso, l’esperienza pratica ha dimostrato che, se in un determinato anno l’impresa ha maturato un credito d’imposta superiore rispetto a quello prenotato per lo stesso anno, l’importo massimo utilizzabile in compensazione, pena lo scarto del modello F24, è comunque quello autorizzato dall’Agenzia delle Entrate per lo stesso periodo.

Conseguentemente, al fine di superare l’empasse tenico dovuto al fatto che il sistema dell’A.E. non considera come un “unicum” il credito d’imposta complessivamente prenotato, ma lo scinde in tante porzioni quanti sono gli anni su cui è stato distribuito il programma di investimenti, è opportuno, ora che si conosce esattamente l’ammontare degli investimenti realizzati nel corso del 2016 e del 2017, e quindi si può determinare con esattezza l’ammontare del credito d’imposta maturato in ciascun esercizio,  comunicare all’A.E. i dati aggiornati attraverso la presentazione di una comunicazione/istanza integrativa di quella originariamente presentata.

 Nel contempo, approssimandosi la fine dell’esercizio 2018, nell’ambito della stessa comunicazione che vale a rettificare, ove necessario, i dati consuntivi, sarebbe opportuno confermare o variare, se del caso, le previsioni di investimento che erano state effettuate per gli esercizi 2018 e 2019, così da non trovarsi nell’impossibilità tecnica di utilizzare un credito d’imposta maturato, in ciascun anno, in misura eccedente rispetto alle originarie previsioni.

 Laddove poi, fossero intervenute delle variazioni nella composizione interna degli investimenti effettuati o da effettuarsi in ciascun anno, stante l’assenza di precisi divieti ma anche di esplicite autorizzazioni dell’A.E. in tal senso, si potrà cogliere l’occasione per comunicare anche eventuali variazioni qualitative, oltre che quantitative, intervenute nel programma di investimenti, fermo restando l’ammontare complessivo originariamente preventivato e comunicato.

E’ opportuno che le variazioni del programma, intervenute ed intervenende, siano comunicate antecedentemente alla presentazione del Modello Redditi,  in modo tale che i due documenti (istanza di credito d’imposta e Mod. Redditi) riportino gli stessi valori degli investimenti realizzati/da realizzare e del credito d’imposta maturato/da maturare in ciascuno degli esercizi interessati.

 Si ricorda infine che le imprese che hanno fruito del credito di imposta, devono apporre, entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi di ciascun esercizio, su ciascun titolo di spesa relativo ai beni agevolati del medesimo esercizio, un timbro recante la dicitura: spesa agevolata con credito di imposta previsto all’art. 1, commi 98-108, della legge 208/2015, dichiarazione dei redditi presentata nell’anno ……”.

 

  

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