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Il prossimo 17 giugno 2019 scade il termine per il versamento dell’acconto IMU (Imposta Municipale) e TASI (Tributo per i servizi indivisibili) per l’anno 2019. Rispetto allo scorso anno non sono intervenute novità di rilievo nella disciplina dei due tributi pertanto, nel prosieguo, ne ricordiamo le caratteristiche principali. IMU – Imposta Municipale Unica L’IMU è un’imposta che colpisce le seguenti categorie di immobili: Fabbricati e relative pertinenze; Aree fabbricabili; Terreni agricoli.

I soggetti obbligati al pagamento dell’IMU sono:

– Il possessore a titolo di proprietà o di altro diritto reale (es. usufrutto, uso, abitazione, superficie, ecc.);

– Il locatario dei beni in leasing;

– Il concessionario di aree demaniali.

Esclusioni

Non sono soggetti ad IMU:

– Gli immobili e relative pertinenze destinati ad abitazione principale , ad esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9;

– Gli immobili merce, ossia i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permane tale destinazione e non siano in ogni caso locati;

– I terreni agricoli ed edificabili posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP (Imprenditori Agricoli Professionali);

– I terreni agricoli ubicati nei Comuni delle isole minori.

Riduzioni

Sono previste delle riduzioni nei seguenti casi:

– Immobile concesso in uso gratuito ad un parente di 1° grado (genitore o figlio): riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che: l’immobile non rientri nelle categorie catastali A1, A8 o A9; il contratto sia registrato; il comodante possieda solo un immobile ad uso abitativo in Italia oppure possieda, oltre a quello concesso in comodato, un altro immobile nello stesso Comune, adibito ad abitazione principale; il comodante risieda anagraficamente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

– Immobile concesso in locazione a canone concordato: riduzione dell’aliquota del 25%. Fabbricati di interesse storico o artistico: riduzione del 50% della base imponibile. Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati: riduzione del 50% della base imponibile a condizione che l’inagibilità o l’inabitabilità sia stata accertata dal Comune con perizia a carico del proprietario.

TASI – Tassa sui Servizi Indivisibili

La TASI è una tassa che colpisce le seguenti categorie di immobili:

– Fabbricati e relative pertinenze;

– Aree fabbricabili.

I soggetti obbligati al pagamento della TASI sono:

– Il possessore a titolo di proprietà o di altro diritto reale (es. usufrutto, uso, abitazione, superficie, ecc.); Il detentore a qualsiasi titolo (es. inquilino, comodatario, ecc.).

Esclusioni

Non sono soggetti alla TASI:

– Gli immobili e relative pertinenze destinati ad abitazione principale, ad esclusione delle categorie A/1, A/8 e A/9;

– L’immobile assegnato al coniuge (c.d. casa coniugale), a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

– I terreni agricoli da chiunque posseduti;

– Le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponibili;

– Le aree non operative;

– Le aree condominiali, di cui all’art. 1117 del C.C., che non siano detenute o occupate in via esclusiva.

Riduzioni

Sono previste le medesime riduzioni previste per l’IMU. Nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante saranno titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L’occupante verserà la TASI nella misura, stabilita con regolamento comunale, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della TASI dovuta. La restante parte sarà corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare. Considerato che lo Studio sta provvedendo alla predisposizione dei modelli di versamento dell’acconto IMU e TASI per l’anno 2019 sulla base delle informazioni di cui già dispone, Vi invitiamo a volere comunicare, in aggiunta alle consuete variazioni nella titolarità degli immobili (ad es. acquisti e/o vendite) o nel loro utilizzo (ad es. variazione abitazione principale), ogni altra eventuale situazione personale che, alla luce delle indicazioni sopra specificate, possa determinare una variazione dell’importo da versare.

 

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