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15.05.20

Notizie

Imprese e no profit: in arrivo il credito d’imposta “anti-Covid” per la riorganizzazione e lo sviluppo

Bar, alberghi, ristoranti, teatri e cinema: siete pronti ad accogliere i clienti? La risposta non può che essere positiva e, nonostante i mille dubbi e incertezze, occorre essere forti dello slancio con cui i comuni hanno concesso – al momento, a titolo gratuito – ulteriore suolo pubblico. E, quindi, avete pensato all’adeguamento dei vostri ambienti di lavoro ai protocolli anti Coronavirus?

E’ il caso, ad esempio, delle palestre, che dovranno provvedere al rifacimento degli spogliatoi; delle aziende – in modo particolare, quelle sanitarie e scolastiche / universitarie – che dovranno ripensare le proprie mense; in ogni tipo di impresa, poi, si parla di realizzare spazi medici e di riorganizzare quelli comuni. Insomma, il decreto Rilancio guarda, in via prioritaria, a tutti gli interventi funzionali alla sicurezza sanitaria che adesso vanno obbligatoriamente pensati in modo più concreto. Ecco perché il Governo sta mettendo a punto  un credito d’imposta pari al 60% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 80mila euro per beneficiario. L’agevolazione potrebbe essere utilizzata in compensazione in 10 anni o, in alternativa, incassata subito. Il credito d’imposta, infatti, potrà essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di ulteriori cessioni successive.

Tra i soggetti beneficiari, sono stati inseriti anche le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi quelli del terzo settore. Danno diritto al bonus anche gli investimenti per l’innovazione e lo sviluppo, quali l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa.

Il ristoro, dunque, arriverà dopo l’estate, ma da subito, in vista delle imminenti riaperture, è tempo di schiarirsi le idee e agire di conseguenza. Se non ora, quando?

 

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