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03.12.21

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Decontribuzione turismo, commercio e cultura: limiti e potenzialità

Turismo, terme, commercio, cultura, spettacolo: entro il prossimo 11 dicembre i lavoratori di questi settori possono chiedere l’esonero contributivo previsto dal decreto Sostegni bis.

Sono interessati, nello specifico, i datori di lavoro privati di attività di proiezione cinematografica; parchi di divertimento e parchi tematici; attività di musei; gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili; attività di biblioteche e archivi; attività degli orti botanici e delle riserve naturali.C’è un però: risulta necessario che abbiano utilizzato la cassa integrazione per i propri dipendenti  nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021.

LA DECONTRIBUZIONE. L’esonero del versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, riparametrato e applicato su base mensile, è previsto nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail.Risulta utile fare un distingue tra cassa integrazione e cessione di azienda e fusione.

Nel primo caso, la misura  si applica  anche nelle ipotesi in cui l’azienda ricorra all’utilizzo di trattamenti di integrazione salariale con causale differente da quelle legate all’emergenza Covid, in quanto non è alternativa alla fruizione della Cassa Covid e  non ha natura di incentivo all’assunzione. Nelle ipotesi di cessione di ramo di azienda, invece, il diritto alla fruizione dell’esonero resta in capo al datore di lavoro cedente, senza alcun trasferimento in capo al cessionario.In tal caso, pertanto, il datore di lavoro cedente potrà fruire dell’esonero in parola solo con riferimento ai lavoratori risultanti ancora alle sue dipendenze dopo la cessione. Diversamente nei casi di fusione  lo sgravio potra essere utilizzato dalla nuova azienda.

Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è subordinato al rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori, ma anche al divieto di licenziamento fino al 31 dicembre 2021.

Ma l’esonero contributivo è cumulabile con gli altri esoneri contributivi vigenti? Risposta affermativa: nei limiti della contribuzione dovuta e a condizione che per gli altri esoneri non sia espressamente previsto un divieto.

Quando, invece, l’esonero non risulta cumulabile? Con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile; per i lavoratori per i quali si sta fruendo dell’incentivo “Iolavoro”; per i lavoratori assunti con il contratto di rioccupazione con esonero totale per sei mesi.

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