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La legge di conversione del decreto Pnrr bis ha approvato due misure per il settore sportivo. Nonostante infatti, all’inizio, lo sport non avesse ricevuto un sostegno dal nuovo decreto, le cose sono cambiate nel corso dell’esame parlamentare della misura che, in ultimo, ha invece portato all’inserimento di interventi volti a rafforzare il settore e gli organismi che vi operano.

ATTIVITA’ SPORTIVA DI BASE. Il decreto Pnrr bis ha, infatti, previsto che l’autorità di governo competente in materia di sport specifici i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse aggiuntive previste dal primo decreto Recovery per il finanziamento di organismi sportivi, nell’ambito del Fondo per il potenziamento dell’attività sportiva di base varato dalla legge di bilancio 2021.

L’anno scorso, infatti, il Dl Recovery aveva previsto che almeno il 50% delle risorse del Fondo dovessero essere destinate a una serie di soggetti per la promozione e la realizzazione dell’attività sportiva di base in tutto il territorio nazionale. Si trattava di federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, gruppi sportivi militari e corpi civili dello Stato, associazioni benemerite.

Su questo è intervenuto il nuovo decreto Pnrr, stabilendo che l’autorità di governo competente in materia di sport individui, per l’appunto, i criteri e le modalità attuative per l’assegnazione dei fondi.

INFRASTRUTTURE SPORTIVE E PISCINE PER PRODUZIONE ENERGINE RINNOVABILI. La seconda misura per lo sport finita nel decreto Pnrr bis riguarda invece i soggetti pubblici e privati che gestiscono o sono proprietari di piscine o infrastrutture sportive al Sud.

In ballo ci sono 60 milioni di euro, per il 2023, per sostenere progetti d’investimento volti a installare impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili e i relativi sistemi di accumulo.

Più nello specifico l’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a 1 milione di euro, il cui importo massimo è fissato nell’80% dei costi ammissibili.

l contributo interessa solo le regioni meridionali di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura, quindi, è gestita dall’Agenzia per la coesione territoriale.

Infine, la platea di soggetti è ampia, ma è fondamentale la gestione o detenzione di infrastrutture sportive o piscine e si tratta di associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate, enti pubblici.

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