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Ad oggi le imprese possono solo detrarre gli interessi connessi al finanziamento del debito e non i costi che ne sono connessi, magari tramite capitale proprio.

 

Con il programma Debra, invece, si prevede la deduzione fiscale sulla distorsione debito-capitale azionario.

 

Si tratta di un incentivo per la quotazione delle Piccole e medie imprese in Borsa o, comunque, sulla scelta di intervenire sul capitale invece che di ricorrere al debito, ossia a prestiti da parte delle banche. A proporla è l’Unione Europea, nell’ambito della strategia Ue sulla tassazione delle imprese e contribuisce all’Unione del mercato dei capitali.

 

In Italia, tra l’altro, sono già stati sperimentati incentivi fiscali per l’aumento di capitale, come possono essere stati le misure anti-Covid emesse negli ultimi due anni.

 

Adesso c’è una proposta europea di armonizzazione delle regole comunitarie che prevede di applicare al capitale proprio lo stesso trattamento fiscale applicato al debito, risolvendo la distorsione fiscale che privilegia il ricorso al debito rispetto all’aumento di fondi propri per finanziare la crescita.

 

L’indebitamento totale delle società non finanziarie nell’Ue ammontava a circa il 111 % del prodotto interno lordo. Una riduzione dell’eccessiva dipendenza dal finanziamento del debito e il sostegno a favore di un possibile riequilibrio della struttura patrimoniale delle imprese possono incidere positivamente sulla competitività e sulla crescita. La stima Ue è che la misura possa aumentare gli investimenti di almeno due punti percentuali.

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