
Non ce ne eravamo quasi accorti, presi com’eravamo dalle prime batoste arrivate in bolletta, ma già lo scorso settembre il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione, votando in Commissione quelle leggi che mirano a garantire un maggior uso di energie rinnovabili nonché volte a ridurre il consumo di energia entro il 2030.
Tre le direttrici delineate per sostenere il risparmio energetico e l’incremento delle rinnovabili:
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combattere il cambiamento climatico e rafforzare la sicurezza energetica
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portare la quota delle energie rinnovabili al 45% entro il 2030
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obiettivi di risparmio energetico aumentati al 40% per il consumo finale e al 42,5% per il consumo di energia primaria.
IL PROGETTO. A remare verso un’unica direzione è l’intera Commissione, che ha ben sposato l’intero progetto denominato “RepowerEU” e destinato a coinvolgere anche i settori del trasporto, teleriscaldamento e raffreddamento degli edifici.
Nel settore dei trasporti, l’impiego delle energie rinnovabili dovrebbe portare a una riduzione del 16% delle emissioni di gas serra, grazie all’utilizzo di quote più elevate di biocarburanti avanzati e di carburanti rinnovabili di origine non biologica, come l’idrogeno. L’industria sarebbe chiamata a incrementare l’uso delle rinnovabili dell’1,9% all’anno e le reti di teleriscaldamento del 2,3%.
LO SCENARIO. Ogni Paese UE dovrà sviluppare due progetti transfrontalieri per l’espansione dell’elettricità verde. I paesi con un consumo annuo di elettricità superiore a 100 TWh dovranno svilupparne un terzo entro il 2030.
Gli obiettivi saranno raggiunti attraverso misure a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e in diversi settori come ad esempio la pubblica amministrazione, gli edifici, le imprese, e i centri di dati.
Anche perché, di fronte a una “guerra” di risorse che vede la Russia protagonista della chiusura dei rubinetti del gas, l’efficienza energetica è tra le risposte più efficaci che si possa dare. A contribuenti e non solo.