
Con il decreto Aiuti bis arriva a 600 euro, erogabili in veste di rimborsi per le bollette, la soglia esentasse per i beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti in forma di retribuzione corrisposta nella busta paga, in aggiunta alla retribuzione.
Rispetto al biennio precedente, quando il “cancro” economico era il Covid, l’esenzione Irpef raddoppiata la soglia ordinaria, superando il limite di 516 euro stabilito per il 2020 e il 2021 a causa, per l’appunto, della pandemia.
In pratica, nella soglia dei 600 euro di franchigia in cui rientrano le erogazioni liberali dei datori di lavoro, rientrano anche le spese sostenute per le utenze domestiche relative al servizio idrico, all’energia elettrica e al gas naturale.
In caso di superamento della soglia di 600 euro, inoltre, l’importo eccedente non diventa imponibile in totale, come previsto dal Tuir, ma solo per le somme oltre quota massima. Si tratta di un notevole passo in avanti rispetto ai buoni benzina, concessi a inizio anno come sostegno ai lavoratori in considerazione dell’aumento del costo del carburante.