
Ai nastri di partenza il Bonus editoria digitale, l’agevolazione che “premia” e sostiene l’evoluzione digitale degli editori di quotidiani e periodici.
La misura, che nel suo genere è alternativa e non cumulabile, apre le proprie porte giovedì 20 ottobre, rivolgendosi alle imprese editrici di quotidiani e periodici che possono richiedere il godimento di un credito d’imposta per l’acquisto di servizi digitali in misura pari al 30% della spesa sostenuta nell’anno precedente a quello cui si riferisce il credito d’imposta stesso.
Il Bonus editoria digitale, che interessa il biennio 2020-2022 e coinvolge il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 presentato tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.
La deadline è già segnata in calendario: c’è tempo, infatti, fino al 20 novembre per inviare le domande di accesso al Bonus editoria digitale e sostenere il proprio sviluppo editoriale.
I BENEFICIARI. Le imprese editrici di quotidiani e periodici, che abbiamo già detto sono i beneficiari in direttissima dell’agevolazione governativa, occorre che godano di alcuni requisiti, considerati necessari, per usufruire dell’accesso al credito.
Innanzitutto, la sede legale dell’attività d’impresa deve essere in uno Stato dell’Ue o nello Spazio economico europeo. Altresì, occorre che la residenza fiscale – o la stabile organizzazione – sia in Italia e abbia codici Ateco 58.13 (edizione di quotidiani) o 58.14 (edizione di riviste e periodici).
Le imprese, infine, devono essere iscritte al Registro degli operatori della comunicazione (Roc) e avere almeno un dipendente assunto a tempo indeterminato.
BENI AGEVOLABILI. Che si tratta di servizi digitali è da subito intuibile e ne diamo conferma. Nello specifico, il credito d’imposta si riferisce all’acquisto di servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale; nonché information technology di gestione della connettività.
Qualora il totale dei crediti d’imposta richiesti risulti superiore alle risorse disponibili, si procede al riparto proporzionale tra tutti i soggetti aventi diritto.