18.06.21

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Contratti di sviluppo per le imprese che producono prodotti connessi al Covid

L’Italia ha notificato alla Commissione un regime da 800 milioni di euro destinato alle imprese che realizzano progetti prioritari a titolo di “contratti di sviluppo” nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di auto di Stato per far fronte all’emergenza Covid.

Il regime sostiene le imprese colpite dalla pandemia, fornendo loro incentivi affinché orientino l’attività verso la ricerca e la produzione di prodotti essenziali per fronteggiare l’emergenza.

I contratti di sviluppo, gestiti da Invitalia, saranno aperti a imprese di tutte le dimensioni e attive in qualsiasi settore, ad esclusione di quello finanziario, della produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura, dell’edilizia, delle assicurazioni e immobiliare.

Gli aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette e prestitisovvenzioni dirette a favore di progetti di ricerca e sviluppo (R&S) connessi al coronavirussovvenzioni dirette e anticipi rimborsabili per le infrastrutture di prova e upscaling che contribuiscono allo sviluppo di prodotti connessi al coronavirus; sovvenzioni dirette e anticipi rimborsabili per la produzione di prodotti connessi al coronavirus.

TIPOLOGIA DEGLI AIUTI. La Commissione Europea ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia. Il quadro, infatti, prevede che gli Stati membri possano concedere i tipi di aiuti seguenti:

  • sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e pagamenti anticipati sono garantite 225mila euro per impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 270mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 1,8 milioni di euro per le imprese di tutti gli altri settori al fine di far fronte a urgenti esigenze di liquidità;
  • garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno;
  • prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese;
  • garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale;
  • assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”;
  • sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali;
  • sostegno alla costruzione e al miglioramento degli impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a far fronte alla pandemia di coronavirus, fino alla prima applicazione industriale;
  • sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite;
  • sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia;
  • sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese nei settori o nelle regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale;
  • aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata;
  • sostegno per i costi fissi non coperti per le imprese che, nel contesto della pandemia di coronavirus, hanno subito un calo del fatturato nel periodo ammissibile di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.
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