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11.06.20

Notizie

Che fine hanno fatto i prestiti alle imprese? Bankitalia bacchetta le banche

Molte imprese ancora attendono l’ok delle banche per disporre dei prestiti garantiti, previsti dal decreto Liquidità, e richiesti già mesi fa. Si tratta, per lo più, di aziende che pare non abbiano prodotto l’autocertificazione in accompagnamento alla presentazione della domanda. I dati raccolti dalla Banca d’Italia, sebbene evidenziano un rapido miglioramento dei tempi di effettiva erogazione dei crediti garantiti da parte delle banche rispetto alle domande dei clienti, confermano tuttavia l’eterogeneità fra i diversi istituti. Una disparità evidente che ha portato il capo del dipartimento di Vigilanza bancaria e finanziaria, Paolo Angelini, a “bacchettare” tramite comunicazione scritta un gruppo di istituti di credito poiché presentavano nei sistemi più richieste di finanziamento rispetto alle effettive erogazioni finora concesse, chiedendo altresì «di attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze».

Nervi saldi: i ritardi non sono legati al capitale o alla liquidità delle banche, bensì a una serie di fattori temporanei come l’organizzazione, l’elevato numero di domande, le norme e un’elevata burocrazia per la loro applicabilità.

E’ anche vero che per i clienti che hanno richiesto prestiti garantiti auto certificando un calo di fatturato, così come da emendamento, si è snellito il processo, limitando gli ambiti di discrezionalità delle banche in materia di valutazione del merito di credito per i finanziamenti. Tuttavia, come nella formulazione originaria, la legge non chiarisce se la valutazione del merito di credito possa esaurirsi nella verifica formale dei soli requisiti per l’accesso al credito previsti dalla stessa legge. È dunque presumibile che un certo grado di eterogeneità dei comportamenti potrà ancora esserci.

Quanto ai meccanismi per la concessione di moratorie previsti sempre da decreto, per Bankitalia «hanno funzionato in modo rapido ed efficiente. Le difficoltà sono state rapidamente gestite dal sistema bancario e al momento le appaiono, nel complesso, superate. Nel complesso, quindi, giudizio complessivamente positivo. Le disfunzioni sono state registrate prevalentemente all’avvio del processo, quando i canali di ascolto organizzati dalla Banca d’Italia e da altri organismi, compresa questa Commissione d’inchiesta, hanno intercettato lamentele da parte della clientela circa l’addebito di rate relative alla scadenza di marzo. Anche in risposta a sollecitazioni della Banca d’Italia, le banche si sono impegnate a riaccreditare sui conti della clientela le rate dei finanziamenti che erano state addebitate nell’attesa del perfezionamento della moratoria. In molti casi, alcune moratorie su prestiti sono state temporaneamente concesse sulla base di iniziative volontarie e sono state poi convertite in moratorie ex lege al ricorrere dei presupposti.

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