
Agevolazioni e ristrutturazioni immobiliare è un binomio che fa ancora ben sperare, ma il futuro non sembra roseo come un tempo.
Dal primo gennaio 2025, infatti, l’aliquota di detrazione al 50% sulle spese relative agli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio annoverata dal Bonus ristrutturazioni scende al 36%, salvo prova contraria della nuova Manovra finanziaria.
Facciamo un passaggio normativo. L’ex art. 16 bis del TUIR (nonché art. 16bis del Dpr 917/86) disciplina quella che è l’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia, annoverando una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute, per un importo non superiore a 96mila euro per unità immobiliare.
Si tratta di un importo che, comunque, cambierà, stante i fatti attuali. Dal 2025, infatti, l’ammontare complessivo non supera i 48mila euro per unità immobiliare, stabiliti in virtù della percentuale di aliquota calcolata al 36%.
Ma chi può usufruire del Bonus ristrutturazioni? Sicuramente tutti i soggetti Irpef, a prescindere da dove abbiano la residenza, quindi sia se risiedono in Italia sia se risiedono all’estero. Risulta indispensabile, però, che siano proprietari o nudi proprietari dell’immobile, o lì vi abitino, usufruendo del diritto reale di abitazione ma anche di usufrutto, uso, e superficie.
Compresi nell’elenco anche i locatari o comodatari, familiari conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile; soci di cooperative, imprenditori individuali e soci di società semplici e altre forme associative che producono reddito in forma associata.