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02.07.20

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Bonus vacanze: al via la corsa a ostacoli per le Pmi del settore ricettivo

In tempo di sconti, anche le vacanze vanno in saldo. La possibilità di pernottare in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e b&b, accedendo a uno sconto diretto sul costo del pernottamento, fa certo gola ai vacanzieri. Impossibile dire il contrario. Ma il Bonus vacanze fa bene anche alle imprese del settore ricettivo?

Se da una parte, infatti, l’agevolazione voluta dal decreto rilancio ha acceso la voglia di vacanze di un’ampia fetta di consumatori dal braccio corto a causa delle perdite economiche da lock down, dall’altra fatica a incastrarsi con gli ingranaggi di una macchina turistica che, piuttosto della compensazione fiscale, sente la necessità di avere immediata liquidità.

Passando a setaccio la misura del Bonus, il Governo da ieri riconosce ai nuclei familiari con Isee fino a 40mila euro (non più 50mila come previsto in un primo momento) un contributo utilizzabile per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed&breakfast in Italia. Ciò vale fino al 31 dicembre di quest’anno. L’agevolazione consiste in un credito fruibile esclusivamente nella misura dell’80% d’intesa con il fornitore, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto. Ciò implica, comunque, l’accettazione della misura da parte del gestore della struttura. Caso contrario, il rischio di un diniego potrebbe corrispondere alla perdita del cliente, che andrebbe a caccia del sì. Ma andiamo al restante 20% del valore massimo dell’agevolazione: il corrispettivo dovuto può essere detratto dall’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta per l’anno d’imposta 2020 esclusivamente dal soggetto intestatario della fattura o del documento commerciale o dello scontrino/ricevuta fiscale che ha usufruito dello sconto.

Proseguiamo con l’importo. Nel caso di nuclei familiari composti da più di due persone la misura massima dell’agevolazione è di 500 euro, che scende a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e a 150 euro per una sola persona.

Ma veniamo al fornitore. Al momento dell’incasso del corrispettivo dovuto per il servizio reso, dovrà acquisire il codice univoco (o il Qr-code) e inserirlo, unitamente al codice fiscale dell’intestatario del documento di spesa e all’importo del corrispettivo dovuto, in un’apposita procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. In esito alla verifica dello stato di validità dell’agevolazione e dell’importo massimo dello sconto applicabile, il fornitore conferma, nel sistema, l’applicazione dello sconto e da questo momento l’agevolazione si intende interamente utilizzata e non può essere più fruita da alcun componente del nucleo familiare.

Ma il fornitore come acquisirà lo sconto applicato? Dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto potrà recuperarlo mediante un credito d’imposta di pari importo fruibile esclusivamente in compensazione tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate.

In buona sostanza, il fornitore dovrà anticipare i costi del soggiorno dei propri ospiti, se vorrà assicurarseli. A prescindere dall’angolazione da cui si guardi, da questa prospettiva lo scenario non cambia.

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