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28.09.20

Notizie

Ossigeno per il settore ricettivo col Fondo Nazionale per il Turismo

Si riaccendono le luci sul settore ricettivo col Fondo Nazionale per il Turismo, la nuova iniziativa  di Cassa depositi e prestiti (CDP) che mobiliterà 2 miliardi di euro per la difesa delle strutture e degli immobili turistici italiani.

Dopo il flop del bonus vacanza – ancora oggi disponibile, ma che non ha sortito gli effetti sperati – gran parte della dotazione economica prevista dal Governo è rimasta inutilizzata, dando adesso la possibilità di lanciare un nuovo salvagente.

Il Fondo nazionale per il turismo, infatti, rappresenta un’occasione per rilanciare il comparto – che in Italia rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione – che ha sofferto più di altri gli effetti della pandemia. Grazie alla Cassa depositi e prestiti si vuole quindi sostenere lo sviluppo del settore turistico, uno degli assi portanti dell’economia nazionale al quale il Governo ha riservato attenzione sin dal principio dell’emergenza Covid. Parte importante di questo settore è il tessuto imprenditoriale dell’ospitalità italiana, un comparto ricco ed eterogeneo. Ed è proprio per difendere il comparto che il decreto Rilancio ha stanziato risorse importanti per prevenire il depauperamento dell’ospitalità alberghiera italiana, evitando acquisizioni che ne compromettano il carattere identitario e che presto saranno disponibili nel contesto del Fondo Nazionale del Turismo.

Questo strumento, infatti, potrà garantire agli attuali proprietari delle strutture un diritto di riacquisto da esercitare in un arco di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale. Inoltre, si promuoverà il reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione, sostenendo l’occupazione e il miglioramento degli standard qualitativi delle catene alberghiere del Paese. Saranno mobilitati fino a 2 miliardi di euro, in parte a valere sulle risorse di CDP, per un totale di 750 milioni, e in parte tramite fondi di investitori terzi. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il decreto Rilancio fino a 150 milioni di euro.

Il Fondo Nazionale Turismo rappresenta l’ultimo anello dell’ampia catena di interventi strategici di CDP a supporto del settore. Complessivamente sono quattro i pilastri fondamentali:

  • formazione: offerta di percorsi di alta formazione professionale per la crescita qualitativa dell’ospitalità Made in Italy. A dicembre 2019 CDP ha avviato, in collaborazione con Th Resorts e l’Università Ca’ Foscari, la Scuola Italiana di ospitalità, per formare la nuova classe manageriale nel settore del turismo;
  • innovazione: sviluppo di soluzioni e servizi innovativi. A gennaio 2020 CDP ha avviato il Fondo Nazionale Innovazione per il sostegno, attraverso il Venture Capital, alle imprese del settore. Il Fondo ha già finanziato 11 startup del comparto, nell’ambito della digitalizzazione dei processi operativi, del turismo sostenibile e dell’internazionalizzazione dell’offerta, con ulteriori progetti in via di approvazione;
  • consolidamento dei gestori: creazione di campioni nazionali nella gestione di strutture alberghiere, anche attraverso la leva dell’equity. Il Gruppo è già azionista di Th Resorts e Rocco Forte Hotels e ha contribuito in maniera decisiva alla loro crescita nel corso degli ultimi anni, portandoli oggi ad un livello di oltre 13mila occupati diretti e indiretti, con importanti interventi nel Sud Italia;
  • valorizzazione degli asset immobiliari: acquisto e ammodernamento delle strutture alberghiere, promuovendo la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, per garantire adeguati investimenti ed elevati standard qualitativi. Nel corso degli ultimi anni CDP ha già acquisito 7 strutture ricettive per un investimento complessivo di 160 milioni di euro.

La nascita del Fondo Nazionale del Turismo rafforza ulteriormente la già consolidata capacità di intervento del Gruppo CDP nel settore, favorendo la riqualificazione dei gioielli dell’ospitalità italiana e contribuendo così all’evoluzione del business model delle imprese turistico-alberghiere.

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