Il concordato preventivo biennale si rinnova con importanti correttivi nel 2025. Il Governo, nel recepire le indicazioni del Parlamento, si prepara a introdurre limiti alle richieste dell’Agenzia delle Entrate, legandoli al grado di affidabilità fiscale dei contribuenti, espresso tramite il punteggio ISA (pagella fiscale).
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale?
Negli ultimi anni, il fisco italiano ha introdotto nuovi strumenti per rendere più semplice e prevedibile il rapporto con i contribuenti. Tra questi, il Concordato Preventivo Biennale (CPB) si distingue come un accordo tra l’Agenzia delle Entrate e il contribuente, imprese o professionisti, pensato per garantire maggiore stabilità e certezza fiscale.
Il meccanismo prevede la possibilità di definire in anticipo il reddito imponibile (ai fini IRPEF/IRES e IRAP) per i due anni successivi. Accettando la proposta dell’Agenzia, costruita sulla base dei dati storici e dei parametri di settore (tramite gli ISA), il contribuente si impegna a versare le imposte su quel reddito concordato, indipendentemente dall’andamento effettivo degli affari. L’accordo è vincolante per entrambe le parti, ma sono previste clausole per situazioni eccezionali che potrebbero renderlo iniquo.
Le ultime novità, contenute nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri n. 130 del 4 giugno 2025, introducono importanti correttivi con impatti concreti per professionisti, PMI e imprese strutturate.
Tetti proporzionali al punteggio ISA
La nuova disciplina prevede soglie massime differenziate per accedere al concordato:
- 25% di maggiorazione sul reddito dichiarato per chi raggiunge l’8 in pagella fiscale;
- 15% di maggiorazione per chi ha un punteggio tra 9 e 10;
- 10% di maggiorazione per chi ha un punteggio pari a 10.
Un esempio concreto: se il reddito dichiarato è pari a 80.000 euro, il reddito oggetto di concordato potrà variare fino a un massimo di 100.000 euro per chi ottiene un punteggio ISA pari a 8, scendere a 92.000 euro per chi ha un punteggio tra 9 e 10, e attestarsi a 88.000 euro per chi raggiunge il massimo punteggio di 10.
Questa modulazione progressiva premia i contribuenti più affidabili, introducendo un criterio di maggiore equità e rendendo la fiscalità più prevedibile e sostenibile.
Novità in arrivo: più tutele, più incentivi
Nel nuovo decreto sono previste ulteriori misure di interesse:
- Accordo valido anche dopo un avviso bonario, a patto che il pagamento avvenga entro 60 giorni: una garanzia importante per non perdere il beneficio del concordato a causa di ritardi minori;
- Superdeduzione per i neoassunti: la nuova misura premiale consentirà di abbattere ulteriormente il reddito concordato, incentivando l’occupazione stabile.
Riforma fiscale e accertamento: estensioni e conferme
Oltre al concordato, il correttivo introduce nuove norme che toccano altri ambiti rilevanti:
- Estensione dell’accertamento con adesione anche alle imposte indirette non IVA (come registro, successioni, donazioni);
- Trimestralità IVA per i forfettari nelle operazioni intra-UE;
- Conciliazione in Cassazione anche per i ricorsi anteriori al 5 gennaio 2024;
- Fatturazione elettronica: divieto confermato per le prestazioni sanitarie verso privati cittadini;
- Invio annuale delle spese sanitarie al Fisco.
Il nuovo concordato preventivo biennale segna un passo verso una fiscalità più chiara e collaborativa, offrendo a imprese e professionisti un’opportunità di maggiore stabilità. Valutare attentamente la propria posizione con il supporto del commercialista o di un consulente fiscale resta fondamentale per decidere consapevolmente sull’adesione.
Fonti: Ilsole24ore.com
Agenziaentrate.gov