
Per un Cashback di Stato che se ne va, c’è un bonus Bancomat che viene. Detta così, fa sorridere. Proviamo a spiegare di cosa si tratta.
Il decreto Lavoro ha sospeso il cashback a partire dal primo luglio, ma non certo senza un piano B utile alla promozione e all’utilizzo della moneta elettronica, nell’ottica di contrastare l’evasione fiscale. Nuovo obiettivo del Governo, quindi, è quello di incentivare l’impiego di Pos collegati ai registratori di cassa. A tal fine, è incrementato dal 30% al 100% il credito d’imposta sulle commissioni sui pagamenti elettronici addebitate agli esercenti che acquistano, noleggiano o utilizzano strumenti che consentono forme di pagamento elettronico entro il 30 giugno 2022.
Dunque, il nuovo bonus bancomat spetta già dal 1° luglio 2021 ai titolari di partita Iva che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizio nei confronti di consumatori finali, nel caso di utilizzo di mezzi di pagamento elettronico collegati ai registratori di cassa o a strumenti evoluti di pagamento. In buona sostanza, chi si avvale di una strumentazione all’avanguardia viene premiato.
E poi arriva pure il bonus Pos. Si tratta di un nuovo credito d’imposta per chi si dota di Pos e che copre dal 70 al 10% della spesa sostenuta. Inoltre, in considerazione dell’avvio delle semplificazioni Iva per i pagamenti con carte e bancomat, debutta un nuovo credito d’imposta dal 100 al 40% per chi acquista, noleggia o utilizza strumenti evoluti di incasso, che consentono anche la memorizzazione e trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.
Il credito d’imposta spetta nel limite massimo per soggetto di 160 euro, nelle seguenti misure: 10% importo speso per quanti abbiano ricavi compresi tra 1 e 5 milioni di euro; 40% importo speso per quanti abbiano ricavi compresi tra i 200.000 ed 1 milione di euro; 70% importo speso per quanti abbiano ricavi inferiori ai 200.000 euro.
C’è solo da mettersi in pari con quanto stabilito dal decreto Lavoro. Ce la si “Pos” fare.