
In Gazzetta ufficiale il decreto che modifica lo strumento Cultura Crea: il regime d’aiuto per creare e sviluppare iniziative imprenditoriali nell’industria culturale-turistica e no profit nel Sud Italia, finanziato dal PON Cultura 2014-2020.
Si tratta del decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo del 10 dicembre 2020 che aggiorna la disciplina dell’incentivo, gestito da Invitalia, diretto a valorizzare la filiera culturale e creativa delle regioni Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia.
La misura è prevista dal decreto ministeriale dell’11 maggio 2016, e viene adesso integrata con una serie di novità importanti.
In primis, si allarga la platea dei beneficiari, per i progetti integrati, anche alle reti d’impresa, onlus e cooperative sociali. Ampliati anche i territori di intervento e le spese ammesse alle agevolazioni, oltre a un servizio di tutoring per i beneficiari delle agevolazioni.
In secondo luogo, al fine di favorire la conoscenza delle opportunità offerte da Cultura Crea, l’Autorità di gestione ha definito un piano di promozione e di supporto alla presentazione delle domande di finanziamento.
A favore delle imprese in possesso dei requisiti di accesso alle misure dell’iniziativa e attive al 1° gennaio 2020, causa Covid è riconosciuto un contributo a fondo perduto finalizzato alla copertura delle esigenze di capitale circolante, del valore massimo di 25mila euro. A breve, inoltre, partirà anche il secondo sportello “Emergenza Covid-19” per chi è stato danneggiato dalla pandemia.
LE LINEE DI INTERVENTO DI CULTURA CREA. Cultura Crea può contare su budget di 107 milioni di euro (che potrebbe salire a 114 milioni) a sostegno di neo imprese e team di persone fisiche, PMI, imprese sociali e onlus attive nelle industrie creativa, culturale e turistica nelle Regioni del Mezzogiorno destinatarie del Pon Cultura 2014-2020.
Il regime di aiuto per la filiera culturale e creativa è articolato in tre linee di intervento:
- nuove imprese dell’industria culturale, con una dotazione finanziaria di 41,7 milioni di euro,
- imprese dell’industria culturale e turistica, con risorse per 37,8 milioni di euro,
- Terzo settore nell’industria culturale, a valere su risorse per 27,4 milioni di euro.
La misura, dunque, si presenta più che appetibile, soprattutto in Sicilia – terra di turismo e cultura -, per provare a superare la pandemia e ripartire. In qualche modo.