19.02.24

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Ddl Montagna: bonus e agevolazioni fiscali per le Pmi che investono in altura

Incentivi alle imprese che investono in zone montane: il Governo è al lavoro per la definizione del cosiddetto “Ddl Montagna”, che intende rilanciare e sostenere le aree di montagna del Belpaese, in barba a spopolamento e desertificazione economica che lì insistono.

Si tratta di una proposta normativa che affonda le proprie radici nel 2019, quando alcuni senatori lo presentarono alla Presidenza, con lo scopo di “istituire” e disciplinare le zone franche montane per la salvaguardia e lo sviluppo delle aree di montagna. Ed è proprio in questi giorni che trova il via libera da parte del Consiglio dei Ministri ed è ora atteso all’esame del Parlamento.

Come si legge nell’atto parlamentare del Senato della Repubblica n. 1112 del 27 febbraio 2019 : (..) Il presente disegno di legge promuove, dunque, una serie di misure, da adottare di concerto con le regioni, che, da una parte, permettono alle imprese già esistenti di usufruire di agevolazioni fiscali e, dall’altra, puntano ad attrarre nuovi investimenti, tramite la previsione di agevolazioni fiscali per quelle aziende, anche agricole e turistiche, che abbiano intenzione di fare impresa nei comuni montani del nostro Paese. L’obiettivo è di aumentare l’occupazione e, parallelamente, di incrementare il benessere economico e sociale come antidoto allo spopolamento (..)”.

Da allora di strada se n’è percorsa, tant’è che si arriva ai giorni d’oggi con quanto già previsto e quanto si continua a delineare durante i lavori del Governo.

ISTITUZIONE DELLE ZONE FRANCHE MONTANE (ZFM). L’art. 2 del Ddl individua le Zone franche montane all’interno delle quali le imprese usufruiscono della esenzione delle imposte sui redditi e dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, a carico dei datori di lavoro.

Si rimanda, inoltre, al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, la definizione dei criteri per l’individuazione, da parte delle regioni, delle zone a fiscalità di vantaggio e delle zone di esenzione e dei parametri per l’allocazione delle risorse.

È rilevante segnalare che possono rientrare nelle Zone franche montane uno o più comuni montani ed anche solo porzioni di essi.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI. Contenute nell’art. 3, permettono alle imprese che hanno la sede principale od operativa in un comune ubicato all’interno di una Zfm di usufruire dell’esenzione dalle imposte sui redditi e dell’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

BONUS NEL DDL MONTAGNA. Come riportato da Skytg24 , tra le misure per il sostegno e il ripopolamento dei comuni montani vi è il bonus dedicato alle Pmi per l’avvio di nuove attività. “Dal 1° gennaio 2024 il titolare dell’azienda con età inferiore ai 41 anni – si legge sul sito di Skytg24 – può beneficiare di un credito di imposta utilizzabile per il periodo nel corso del quale è stata avviata l’attività e per i due periodi successivi. (..). Contributi fiscali sono poi previsti per gli imprenditori agricoli e forestali, singoli o associati, che nelle zone montane effettuano investimenti per il miglioramento della sostenibilità ambientale. Per i comuni sarà inoltre possibile affidare direttamente i lavori di manutenzione del territorio a coltivatori diretti, consorzi forestali e associazioni fondiarie”.

 

 

Fonte: Skytg24 ; atto parlamentare del Senato della Repubblica n. 1112 del 27 febbraio 2019.
Foto di Isaac Maffeis su Unsplash .
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