fbpx

13.05.20

Notizie

Quale futuro per le strutture sportive? Ecco le previsioni del decreto Rilancio

Si dovrebbe chiamare decreto Rilancio, ed è l’insieme delle regole per rilanciare l’economia tanto atteso ad aprile, poi slittato a maggio e non si sa quanto ancora ci sarà da attendere. Filtrano, però le novità riguardanti il mondo dello sport.

Secondo le premesse del ministro Spadafora, salta il termine del 30 giugno per il versamento dei canoni di locazione e di concessione di impianti sportivi pubblici, con proroga al 31 luglio, allargando la platea dei beneficiari anche agli enti del terzo settore. Il 31 luglio, però, dovrebbe sancire anche un’altra data importante, e cioè i versamenti fiscali fino ad allora sospesi.

Il decreto dovrebbe contenere anche le richieste avanzate dal movimento sportivo italiano, che richiede la possibilità di una revisione dei rapporti concessori per le società sportive che gestiscono impianti pubblici, così da metterle nelle condizioni di prorogarne l’originaria durata, rideterminando l’equilibrio economico-finanziario originariamente pattuito. Se tale ipotesi si poteva considerare quasi scontata, a causa dell’improvviso e inatteso periodo di chiusura, appare più rilevante la soluzione prevista per gli impianti sportivi di proprietà privata. In tal caso viene previsto a favore del conduttore il diritto ad una riduzione del canone di locazione in misura non inferiore al 60% dell’importo contrattuale per tutto il periodo di efficacia del provvedimento governativo di sospensione dell’attività.

E’ previsto, inoltre, che entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto di imminente (?) approvazione, gli sportivi che non hanno potuto godere dei servizi a causa della chiusura dell’impianto, potranno chiedere al gestore l’emissione di un buono pari all’importo non utilizzato, da recuperare entro un anno dall’apertura. 

I fondi derivanti dalle scommesse sportive, invece, dovrebbero andare a finanziare il rilancio del sistema sportivo nazionale. Per i singoli operatori verrà istituito un fondo, che servirà a dare copertura assicurativa e sanitaria, nonché assistenza in caso di inabilità e perdita del lavoro. Il prelievo sarebbe in quota percentuale sul compenso (4% fino a 5mila euro, 8% fino a 10mila e 12% fino a 15mila). Ai lavoratori sportivi dilettantistici sarà riconosciuto ad aprile ed anche a maggio il bonus di 600 euro. Viene introdotta, inoltre, la possibilità della cassa integrazione per gli sportivi professionisti con retribuzione annua lorda non inferiore a 50mila euro.

Con questi presupposti, si dovrebbero schiarire le nuvole all’orizzonte.

Homepage > Notizie > Notizie > Quale futuro per le strutture sportive? Ecco le previsioni del decreto Rilancio
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?