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La carta e il cartone recuperati sul mercato entrano in competizione con le materie prime vergini a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento sull’End of Waste, contribuendo – nell’ottica dell’economia circolare – a ridurre sia il consumo di risorse naturali e materie prime sia il quantitativo di rifiuti destinati allo smaltimento.

Le nuove regole gioveranno soprattutto alle imprese della filiera cartaria, da tempo in attesa di questi criteri per poter implementare le attività di valorizzazione della carta e del cartone provenienti dalle raccolte differenziate.

E così, dallo scorso 24 febbraio i rifiuti di carta e cartone cessano di essere qualificati come rifiuti all’esito di determinate operazioni di recupero, per essere qualificati come “carta e cartone recuperati” qualora risultino conformi a determinati requisiti tecnici, tali da poter essere utilizzati come materia prima nei settori industriali e produttivi.

 

BENEFICI FILIERA CARTARIA. Per la filiera cartaria, il provvedimento rappresenta un fattore fondamentale, atteso che si tratta di uno dei settori trainanti dell’economia circolare avendo raggiunto un tasso di circolarità di circa il 60% (il 60% della produzione cartaria nazionale avviene a partire da fibre di riciclo): nel comparto dell’imballaggio il tasso di riciclo ha superato l’80%, oltre l’obiettivo di riciclo previsto dalle nuove direttive al 2025 e in linea con quello dell’85% previsto al 2030.

Il regolamento stabilisce, inoltre, modalità e criteri in applicazione dei quali i materiali derivanti dal trattamento di carta e cartone cessano di essere rifiuti e possono essere utilizzati per altri scopi. Secondo le stime del Ministero dell’Ambiente, la carta complessivamente raccolta in Italia nel 2018 si aggira intorno ai 5,3 milioni di tonnellate, alle quali si aggiungono i materiali provenienti da rese e da altre attività industriali per un totale di circa 6,65 milioni di tonnellate.

 

Spetterà al produttore di carta e cartone recuperati attestare il rispetto dei criteri di adeguamento alle disposizioni della norma UNI EN 643 tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta al termine del processo produttivo di ciascun lotto.

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