
L’esonero contributivo per i lavoratori autonomi e i professionisti non è più un miraggio, grazie a un provvedimento siglato nelle scorse ore dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Entro la fine del 2021, inoltre, il Governo dovrà dare attuazione alla Cig autonomi, ovvero la Cassa integrazione guadagni, molto attesa dalle partite Iva.
Entrambe le misura fanno parte di un disegno più grande, il cui schizzo proviene dalla legge di Bilancio 2021 con lo scopo di aiutare professionisti e partiva Iva colpiti dalla crisi economica causa Covid.
Il decreto attuativo ha visto l’aumento delle risorse a disposizione del Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti da 1 a 2,5 miliardi grazie agli stanziamenti previsti dal decreto Sostegni.
CHI HA DIRITTO ALL’ESONERO? Scopo del fondo è finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50mila euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli del 2019.
E LA CIG AUTONOMI? L’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), da sperimentare nel triennio 2021-2023, è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito certificato dall’Agenzia delle entrate, per un importo compreso tra 250 euro e 800 euro al mese. L’Iscro spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, è erogata per sei mensilità e non comporta accredito di contribuzione figurativa.
Per accedere all’indennità occorre rispondere ad una serie di requisiti:
- non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
- non essere beneficiari di reddito di cittadinanza;
- aver prodotto un reddito, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre 3 prima;
- aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro;
- essere in regola con i contributi;
- aver aperto la partita Iva da almeno 4 anni.
L’indennità può essere richiesta una sola volta nel triennio e la domanda va presentata all’Inps entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.