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26.03.21

Notizie

Fisco: piattaforme digitali al fianco dell’Ue contro l’evasione

Le grandi piattaforme di vendita online, da Amazon a google, avranno l’obbligo di comunicare al Fisco i ricavi degli esercenti, derivanti dalle rispettive piattaforme digitali, affinché paghino la quota di imposte appropriata.

A disporlo è la revisione alla direttiva Ue sulla cooperazione fiscale, a cui l’Europarlamento sta già lavorando per renderla fattiva il prima possibile.

Nell’attuale contesto della digital economy è in costante aumento il numero di privati e imprese che utilizza le piattaforme digitali per vendere beni o fornire servizi. Tuttavia, spesso i redditi percepiti da questo canale non sono dichiarati e le relative imposte non vengono versate, in particolare quando le piattaforme digitali operano in diversi paesi. Di conseguenza gli Stati membri perdono gettito fiscale e gli operatori commerciali attivi sulle piattaforme digitali, nuovi paradisi fiscali, godono di un indebito vantaggio rispetto alle imprese tradizionali.

In base alle nuove regole, invece, le big tech diventeranno delle vere e proprie collaboratrici fiscali dell’Ue, dal momento che avranno l’obbligo di comunicare i redditi percepiti dai venditori attivi sulle loro piattaforme.

Gli Stati membri, infatti, potranno scambiare automaticamente informazioni sui ricavi generati dai venditori sulle piattaforme digitali, a prescindere che la piattaforma sia ubicata o meno nell’Unione. Questo permetterà non soltanto alle autorità nazionali di individuare le situazioni in cui l’imposta dovrebbe essere pagata, ma ridurrà anche gli oneri amministrativi a carico delle piattaforme, che spesso devono far fronte a diversi obblighi nazionali di comunicazione.

Le nuove norme riguardano le piattaforme digitali situate sia all’interno che all’esterno dell’UE e si applicheranno a partire dal 1º gennaio 2023.

La direttiva revisionata migliorerà anche lo scambio di informazioni e la cooperazione tra le autorità fiscali degli Stati membri. Ad esempio, sarà più facile ottenere informazioni su gruppi di contribuenti. Saranno anche migliorate le norme per lo svolgimento di controlli simultanei e per consentire la presenza di funzionari in un altro Stato membro nel corso di un’indagine.

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