
Ci eravamo illusioni con poco e in brevissimo tempo ci siamo dovuti ricredere: il canone Rai, su cui pendeva l’ipotesi di separazione dalla bolletta dell’energia elettrica, resta invece confermato anche per il 2023.
Il fondamento dell’ipotesi, smentita adesso dal Ministero dell’Economia, era da ricollegare all’orientamento Comunitario, che tende a rendere asciutta la bolletta, lasciando solo i consumi relativi all’energia elettrica, così come previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. E invece no.
LA VICENDA. L’Europa vorrebbe evitare di gravare sui fornitori di energia, chiamati ancora una volta a riscuotere oneri non loro, cioè non corrispondenti al loro mercato di riferimento, volendo inoltre tutelare la libera concorrenza di mercato. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), però, ha ritenuto che, perseverando nel 2023 allo stesso modo del 2022 e degli anni precedenti, non si incorresse in illecito.
IL CANONE RAI. Per evitare che le casse della televisione di Stato non andassero “perse”, il Governo nazionale aveva deciso di inserire i relativi costi all’interno della bolletta di energia elettrica. Si tratta di un totale di 90 euro all’anno addebitati a rate e, più precisamente, a 9 euro per dieci mesi.
È tuttavia possibile chiederne l’esonero, facendone richiesta all’Agenzia delle Entrate tra dicembre e gennaio, dichiarando di non possedere l’apparecchio televisivo in casa oppure chiedendone il pagamento tramite altra e diversa utenza.