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30.10.20

Notizie

Il decreto Ristori “approda” in Gazzetta Ufficiale: ecco i dettagli

È pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto Ristori, quindi, ha forza di legge. Il provvedimento, che contiene un pacchetto di misure di sostegno economico per le attività più penalizzate dalle ultime restrizioni anti Covid, si suddive in quattro Titoli: Sostegno alle imprese e all’economia; Disposizioni in materia di lavoro; Misure in materia di salute e sicurezza e altre disposizioni urgenti; Disposizioni finali.

Partiamo col porre sotto la lente di ingrandimento le misure fiscali.

  • Seconda rata Imu 2020 cancellata, relativamente agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le attività imprenditoriali, a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività stesse;
  • Proroga termine 770 al 10 dicembre 2020, relativamente all’anno d’imposta 2019;
  • Processo tributario online con decreto motivato del presidente della Commissione tributaria provinciale o regionale da comunicarsi almeno 5 giorni prima della data fissata per un’udienza pubblica o una camera di consiglio. Tale provvedimento sarà valido fino alla cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da Covid19 (attualmente fissato al 31 gennaio 2021), qualora sussistano divieti, limiti, impossibilità di circolazione su tutto o parte del territorio nazionale conseguenti al predetto stato di emergenza ovvero altre situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica o dei soggetti a vario titolo interessati nel processo tributario. Nel caso in cui sia chiesta la discussione e non sia possibile procedere mediante collegamento da remoto, si procede mediante trattazione scritta, con fissazione di un termine non inferiore a 10 giorni prima dell’udienza per deposito di memorie conclusionali e di 5 giorni prima dell’udienza per memorie di replica. Nel caso in cui non sia possibile garantire il rispetto di tali misure, la controversia è rinviata a nuovo ruolo con possibilità di prevedere la trattazione scritta nel rispetto dei medesimi termini. In tal modo, le parti sono considerate presenti e i provvedimenti si intendono comunque assunti presso la sede dell’ufficio.

E poi ci sono le misure agevolative. 

  • Contributo a fondo perduto a beneficio degli operatori con partita Iva attiva alla dal 25 ottobre 2020, esclusivamente facenti parte dei settori oggetto delle misure restrittive disposte con il Dpcm dello scorso 24 ottobre, tra cui quindi bar,  pasticcerie, gelaterie, ristoranti, piscine, palestre, teatri, cinema. Agli indennizzi sono ammessi anche i soggetti con fatturato superiore ai 5 milioni di euro, purché l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Tale condizione relativa alla riduzione del fatturato non si applica ai soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal primo gennaio 2019;
  • Tax credit vacanze estesa fino al 30 giugno 2021. (anziché 31 dicembre 2020) per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismi e dai b&b;
  • Fondi per alcuni dei settori più colpiti così ripartiti: 100 milioni per il Fondo destinato al sostegno delle emergenze dei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo; 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator; 50 milioni per editoria, fiere e congressi; 350 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali; 50 milioni di euro a favore del Fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche;
  • Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca del valore di 100 milioni di euro, anch’esse colpite dal collasso della ristorazione;
  • Credito d’imposta sull’affitto esteso fino a dicembre 2020 per le attività soggette a restrizioni, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente;
  • Voucher per biglietti spettacoli dal vivo, annullati dal 24 ottobre fino al 31 gennaio 2021.
Infine, è opportuno focalizzarsi anche sulle misure per il lavoro.
  • Casse integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario estese per ulteriori 6 settimane, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021; 
  • Blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021;
  • Esonero dei contributi per i datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale con causale Covid19;
  • Sospensione versamento contributi per le aziende interessate dal Dpcm del 24 ottobre e relativi ai lavoratori per tutto il mese di novembre.  Saranno poi effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021;
  • Nuove indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione con il CONI e con associazioni sportive dilettantistiche; diventano mille euro per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera.
  • Reddito di emergenza esteso di due mensilità;
  • Lavoro agile per i lavoratori con figli. Nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità smartworking, uno dei genitori, alternativamente all’altro, può astenersi dal lavoro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio nonché nel caso di sospensione dell’attività didattica in presenza. In caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, i genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.
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