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23.01.23

Notizie

Imprese dell’economia sociale: agevolazioni per progetti di utilità sociale

C’è ancora tempo per chiedere sostegno al Governo per la nascita e la crescita delle imprese che operano per il perseguimento di meritevoli interessi generali e di utilità sociale.

La misura “Imprese dell’economia sociale”, che ha aperto il proprio sportello lo scorso ottobre, accoglie ancora richieste finalizzate all’elargizione di agevolazioni per programmi di investimento nel settore di pertinenza.

SOGGETTI BENEFICIARI. A potere fare richiesta sono imprese sociali, comunque costituite, iscritte nell’apposta sezione del Registro delle imprese, ma anche cooperative e consorzi, onlus e imprese culturali e creative, costituite in forma di società di persone o di capitali, che operano o intendono operare nei settori di riferimento della misura.

REQUISITI. È indispensabile che, alla data di presentazione della domanda, le imprese richiedenti siano regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafici previsti dalla normativa di riferimento. Occorre, altresì, che si trovino nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali.

Per quanto riguarda la sede legale, questa deve essere operativa e ubicata nel territorio nazionale,  mentre il regime di contabilità deve essere ordinario.

Ci sono ulteriori requisiti da rispettare: l’impresa richiedente, oltre alle peculiarità di cui sopra, deve trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi; aver ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte di una Banca finanziatrice e disporre di una delibera di finanziamento adottata dalla medesima Banca finanziatrice per la copertura finanziaria del programma di investimenti proposto; non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento e assumere l’impegno a non procedere alla delocalizzazione nei due anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

I programmi di investimento, oltre a determinare positive ricadute sul territorio, devono prevedere spese ammissibili, al netto di Iva, non inferiori a 100 mila euro e non superiori a 10 milioni di euro.

Fonte: Mise (Ministero delle imprese e del Made in Italy)

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