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Con il Decreto del 6 novembre 2013 emanato dal MEF e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’8 novembre 2013, si è conclusa l’ultima fase di revisione dell’articolo 19 del DPR 602/1973 relativo al rateizzo delle somme iscritte a ruolo.

Si tratta di una modifica che rientra tra gli impegni assunti dal Governo ufficializzati in occasione della Risoluzione conclusiva n. 8/00002 approvata in data 22 maggio 2013 nella quale l’Esecutivo evidenzia l’esigenza di “contemperare la doverosa tutela degli interessi erariali con quella, altrettanto fondamentale, di salvaguardare la sopravvivenza economica delle famiglie ed imprese colpite dalla crisi ”.

In buona sostanza, in un periodo di crisi finanziaria come quella attuale, il Governo ha finalmente capito che sul fronte della riscossione potrebbe essere più conveniente la regola del meglio riscuotere poco e a lungo piuttosto che non riscuotere mai nulla.

È in pratica l’atteggiamento che il paziente e parsimonioso operatore economico mette in pratica di fronte ad un credito (scaduto) vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione!

Ma passiamo all’analisi della disciplina della dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo alla luce delle ultime modifiche introdotte dall’articolo 52 del D.L. 69 del 21 giugno 2013 convertito dalla Legge 9 agosto 2013 n. 98.

L’ISTITUTO DELLA RATEAZIONE 

L’istituto della rateazione degli importi iscritti a ruolo, previsto dall’articolo 19 del DPR 602/73, nasce per dare la possibilità al contribuente che si trovi in uno stato di temporanea difficoltà, di onorare il proprio debito verso l’ente impositore mediante un numero di rate prestabilito anziché in un’unica soluzione.

La rateazione dei debiti iscritti a ruolo, stando al tenore letterale della norma, si fonda principalmente sulla individuazione da parte dell’agente della riscossione dello stato di “temporanea situazione di obiettiva difficoltà” del contribuente.

Ma cosa s’intende per “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”?

Equitalia, con la Direttiva n. 12 del 27 marzo 2012, ha dato una propria definizione, affermando che “la temporanea situazione di obiettiva difficoltà è quella in cui si trova il debitore che è nella impossibilità di pagare in un’unica soluzione il debito iscritto a ruolo e, tuttavia, è in grado di sopportare l’onere finanziario derivante dalla ripartizione dello stesso debito in un numero di rate congruo rispetto alle sue condizioni patrimoniali”.

Tuttavia, qualunque sia la definizione utilizzata, c’è da dire che l’individuazione del suddetto requisito rappresenta la maggiore criticità dell’istituto in esame in quanto può essere oggetto di diverse interpretazioni e suscettibile di margini più o meno ampi di discrezionalità nella concessione della rateazione.

AMBITO APPLICATIVO

Innanzitutto è importante rilevare che la disciplina della dilazione di pagamento riguarda sia gli importi iscritti a ruolo sia quelli derivanti dagli avvisi di accertamento esecutivi .

Non si parla quindi solo di rateizzo di cartelle di pagamento ma anche di rateizzo di avvisi di accertamento “esecutivi” che entro trenta giorni dalla scadenza vengono affidati all’agente della riscossione.

Possono formare oggetto di rateizzo tutti gli importi iscritti a ruolo o derivanti dagli accertamenti esecutivi, qualunque sia la natura, quindi tributi, contributi, sanzioni, interessi legali, oltre gli eventuali interessi di mora, aggi della riscossione e spese di notifica.

I DIVERSI TIPI DI RATEAZIONE 

Oggi l’agente della riscossione, in presenza di determinati requisiti, ha la facoltà di concedere le seguenti tipologie di rateazione.

1.Piano di rateazione “automatico”

Il piano di rateazione “automatico” rappresenta la forma più semplice e diffusa di pagamento frazionato degli importi iscritti a ruolo e può essere richiesto dal contribuente mediante una semplice istanza motivata e senza allegare alcuna documentazione.

Tale tipologia di dilazione prevede un numero massimo di 72 rate mensili e viene concessa solo in presenza di debiti iscritti a ruolo non superiori a 50.000 euro .

In origine, il limite al di sotto del quale la dilazione era concessa mediante una semplice istanza motivata era pari a 5.000,00 euro.

Con la direttiva 7/2012 di Equitalia, il limite è stato innalzato a 20.000,00 euro rateizzabile in un numero massimo di 48 rate.

Successivamente, a seguito della direttiva di Equitalia del 7 maggio 2013, la soglia di accesso è stata innalzata a 50.000,00 euro rateizzabile in un numero massimo di 72 rate.

2.Piano di rateazione “ordinario”

In presenza di importi iscritti a ruolo superiori a 50.000,00 euro, l’agente della riscossione può concedere il piano di rateazione c.d. ordinario previa verifica dello stato di temporanea situazione di obiettiva difficoltà del debitore.

In tale ipotesi, il debitore avrà l’onere di dimostrare che la propria situazione economico – finanziaria non gli consente di pagare il debito iscritto a ruolo in un’unica soluzione e nel contempo deve garantire all’agente della riscossione di essere nelle condizioni di poter  pagare le rate maggiorate dell’onere finanziario derivante dalla dilazione.

Gli strumenti a disposizione dell’agente della riscossione per valutare lo stato di temporanea situazione di obiettiva difficoltà del debitore sono diversi a seconda che il soggetto richiedente la rateazione sia una persona fisica o un soggetto diverso.

Persone fisiche e soggetti equiparati 

Le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, per dimostrare la sussistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà, devono produrre all’agente della riscossione l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del proprio nucleo familiare, ossia un certificato rilasciato dai Centri di assistenza fiscale (CAF), dai Comuni e dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) competente per territorio.

Altri soggetti

Le società di capitali, le società di persone, le cooperative e le mutue assicuratrici, gli enti non commerciali, le associazioni e fondazioni, le ditte individuali che adottano un regime di contabilità ordinario, per dimostrare la sussistenza della temporanea situazione di obiettiva difficoltà, devono produrre all’agente della riscossione il c.d. “indice di liquidità”.

Tale indice, misura l’attitudine dell’impresa a far fronte agli impegni finanziari a breve termine con le proprie disponibilità liquide, immediate e differite.

Esso si ottiene sommando la liquidità immediata alla liquidità differita e dividendo il risultato ottenuto per le passività correnti:

(liquidità immediata + liquidità differita) / passività correnti

-Se l’indice di liquidità è uguale o superiore ad uno, il debitore non potrà beneficiare della rateazione, in quanto non si trova in uno stato di temporanea difficoltà perché risulta in grado di far fronte alle uscite future, derivanti dall’estinzione delle passività a breve, con le entrate future provenienti dal realizzo delle poste maggiormente liquide delle attività correnti;

-Se l’indice di liquidità è inferiore ad 1, il debitore potrà beneficiare della rateazione, in quanto si trova in uno stato di temporanea difficoltà perché non è in grado di far fronte alle uscite future, derivanti dall’estinzione delle passività a breve, con le entrate future provenienti dal realizzo delle poste maggiormente liquide delle attività correnti.

In aggiunta all’indice di liquidità l’impresa deve fornire all’agente della riscossione il c.d. “indice alfa ” dato dal rapporto tra debito complessivo e valore della produzione moltiplicato per 100.

L’indice alfa, a differenza dell’indice di liquidità, non rappresenta una condizione per l’accesso alla rateazione, ma un parametro per determinare il numero di rate concedibili, in base a quanto indicato nella seguente tabella:

Valore indice alfa

N. rate concedibili

Fino a 2

Massimo 18 rate

Fino a 4

Massimo 36 rate

Fino a 6

Massimo 48 rate

Fino a 8

Massimo 60 rate

Oltre 8

Massimo 72 rate

 

3.Piano di rateazione straordinario

Il debitore, in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità può chiedere un piano di rateazione “straordinario”, fino ad un massimo di 120 rate mensili (10 anni).

In particolare, per poter beneficiare di un piano di rateazione straordinario, devono  ricorrere congiuntamente le seguenti due condizioni:

-accertata impossibilità per il debitore di eseguire il pagamento del credito tributario secondo un piano ordinario (72 rate);

-solvibilità dello stesso debitore, valutata in relazione al piano di rateazione concedibile.

Le suddette condizioni sussistono congiuntamente:

-per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo all’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), rilevabile dalla certificazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) dello stesso nucleo, da produrre in allegato all’istanza;

-per i soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle ditte individuali, i requisiti ricorrono nel caso in cui l’importo della rata è superiore al 10% del valore della produzione, rapportato su base mensile, di cui alla lettera A), numeri 1), 3) e 5) del Conto Economico e l’indice di liquidità è compreso tra 0,50 ed 1.

A tal fine il debitore allega all’istanza la necessaria documentazione contabile aggiornata.

Il numero delle rate relativo al piano di rateazione straordinario sarà modulato in funzione del rapporto esistente tra la rata e il reddito o il valore della produzione, in base alle tabelle A e B allegate al decreto del MEF del 6 novembre 2013.

 

4.Piano di rateazione in proroga 

Nel caso di peggioramento della propria situazione economico – finanziaria, il debitore può chiedere all’agente della riscossione una proroga del suo attuale piano di rateazione.

Esistono nella pratica tre possibili piani di rateazione in proroga.

Piano di rateazione in proroga “automatico”

In presenza di un debito residuo iscritto a ruolo non superiore a 50.000,00 euro, il debitore, nel caso di peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà, può richiedere ed ottenere dall’agente della riscossione, mediante una semplice istanza motivata una proroga della rateazione di massimo ulteriori 72 rate mensili.

La proroga può essere richiesta una volta sola e a condizione che non sia intervenuta decadenza e può prevedere, su richiesta del contribuente, rate di importo variabile e crescente per ciascun anno, anziché un piano a rate costanti.

Piano di rateazione in proroga “ordinario”

In presenza di un debito residuo iscritto a ruolo superiore a 50.000,00 euro, il debitore, nel caso di comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà, può richiedere ed ottenere dall’agente della riscossione, una proroga della rateazione per un massimo di ulteriori 72 rate mensili.

In questo caso la concessione della proroga è subordinata ad un’analisi da parte dell’agente della riscossione del peggioramento della difficoltà economico – finanziaria del debitore.

Quest’ultimo dovrà, pertanto, allegare alla domanda di proroga il modello ISEE se persona fisica o ditta individuale con regime fiscale semplificato, l’indice di liquidità e l’indice alfa se altro soggetto.

La proroga può essere richiesta una volta sola e a condizione che non sia intervenuta decadenza e può prevedere, su richiesta del contribuente, rate di importo variabile e crescente per ciascun anno, anziché un piano a rate costanti.

Piano di rateazione in proroga “straordinario”

Il debitore, in caso di comprovata e grave situazione di obiettiva difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità, può richiedere ed ottenere dall’agente della riscossione, una proroga della rateazione per un massimo di ulteriori 120 rate mensili.

In particolare, per poter beneficiare della proroga straordinaria, devono ricorrere le medesime condizioni per poter beneficiare di un piano di rateazione straordinario:

-accertata impossibilità per il debitore di eseguire il pagamento del debito in base all’attuale piano di rateazione;

-solvibilità dello stesso debitore, valutata in relazione al nuovo piano di rateazione concedibile.

Le suddette condizioni sussistono congiuntamente:

-per le persone fisiche e ditte individuali con regimi fiscali semplificati, quando l’importo della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo all’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), rilevabile dalla certificazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) dello stesso nucleo, da produrre in allegato alla richiesta di proroga;

-per i soggetti diversi dalle persone fisiche i requisiti ricorrono nel caso in cui l’importo della rata è superiore al 10% del valore della produzione, rapportato su base mensile, di cui alla lettera A), numeri 1), 3) e 5) del Conto Economico. L’indice di liquidità, inoltre dovrà essere compreso tra 0,50 ed 1.

Il numero delle rate relativo al piano di rateazione in proroga straordinario sarà modulato in funzione del rapporto esistente tra la rata e il reddito o il valore della produzione, in base alle tabelle A e B allegate al decreto del MEF del 6 novembre 2013.

DECADENZA

Il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione, nel caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive.

Il suddetto inadempimento determina che l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto diventa immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione e non potrà più essere rateizzato.

BENEFICI DEL RATEIZZO

L’istituto della rateazione comporta a favore del debitore una serie di rilevanti benefici

In presenza di una rateazione, infatti, il debitore:

-non può subire il fermo amministrativo sui propri veicoli o l’iscrizione di ipoteca sui propri immobili, né il pignoramento mobiliare, immobiliare e presso terzi (es. pignoramento del quinto dello stipendio);

-non si considera moroso e pertanto non subisce il blocco dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione;

-potrà liberamente utilizzare in compensazione mediante il modello F24 i propri crediti erariali;

-potrà ottenere il rimborso per crediti erariali altrimenti inibito;

-può ricevere il Durc (documento unico di regolarità contributiva), necessario per poter partecipare ad una gara d’appalto o per ricevere il pagamento di una prestazione.

PER VITALE ASSOCIATI

Dott. Angelo Denaro

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