L’Agenzia delle Entrate interviene sul Bonus ZES Unica e ne ribadisce il ruolo centrale nelle scelte di investimento nel Mezzogiorno. Con la Risoluzione n. 2/E del 11 febbraio 2026 viene infatti riconosciuta l’ammissibilità al credito d’imposta anche per le operazioni realizzate tramite contratti di locazione finanziaria (leasing) in costruendo.
Questa interpretazione, che si inserisce in un quadro normativo già orientato al rafforzamento della misura, scioglie un dubbio operativo rilevante e amplia le possibilità di pianificazione degli interventi nelle aree comprese nella ZES Unica.
La ZES Unica si conferma così uno strumento strategico, a condizione che vengano rispettati i requisiti tecnici e le tempistiche stabiliti dalla normativa.
Il nodo interpretativo: immobili non ancora ultimati
Uno dei principali interrogativi riguardava la possibilità di agevolare immobili strumentali non ancora completati al momento della firma del contratto di leasing.
L’Agenzia ha chiarito che gli investimenti realizzati tramite leasing sono agevolabili anche quando l’opera è costruita o ultimata dopo la stipula del contratto. È però necessario che l’intervento rientri in un progetto coerente con le finalità della normativa ZES.
Ai fini del credito d’imposta, l’investimento si considera effettuato ai sensi degli articoli 109, commi 1 e 2, e 110 del Testo unico delle imposte sui redditi, ovvero a partire dal momento in cui il bene viene consegnato, cioè quando l’impresa ne acquisisce la disponibilità materiale e giuridica. Non conta quindi la data del contratto, ma il momento in cui l’operazione diventa concreta e funzionale all’attività produttiva.
Effetti operativi per le imprese
Il chiarimento consente maggiore flessibilità alle imprese che intendono realizzare o potenziare strutture produttive nel Mezzogiorno.
Il leasing in costruendo è spesso utilizzato per la realizzazione di nuovi stabilimenti, l’ampliamento di siti esistenti o la costruzione di immobili strumentali. La conferma dell’ammissibilità permette di considerare il credito d’imposta già nella fase di definizione economico-finanziaria dell’intervento.
Allo stesso tempo, l’agevolazione richiede una valutazione preventiva dei profili fiscali e della sostenibilità finanziaria dell’operazione, da integrare in una pianificazione coerente con gli obiettivi industriali dell’impresa. In questo contesto, una gestione corretta incide direttamente sulla sostenibilità degli investimenti programmati.