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18.11.20

Notizie

Legge di Bilancio: capitalizzazione delle Pmi fino al 2021

Prorogate al 30 giugno 2021 il Credito d’imposta per riassorbire le perdite causate dal Covid e il Fondo Pmi di Invitalia, entrambe misure previste nei mesi scorsi dal decreto Rilancio per il rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese italiane.

A prevederlo è la Legge di Bilancio, che sfrutta la recente proroga del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato decisa da Bruxelles, estendendo così alla metà del 2021 (anziché al 30 dicembre dell’anno in corso) la durate del “temporary framework”, ossia delle misure a sostegno della ricapitalizzazione.

MISURE PER LA PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE PMI. Il decreto Rilancio aveva previsto inizialmente tre linee di intervento: il credito d’imposta per gli investitori, il credito d’imposta sulle perdite registrate nel 2020, il Fondo patrimonio Pmi di Invitalia.

La prima linea di intervento ha previsto, quindi, un credito d’imposta per gli investitori pari al 20% dell’investimento in denaro, destinato all’aumento del capitale di una o più società. Questa misura, però, non viene prorogata al 30 giugno del 2021, per cui la scadenza resta confermata al 30 dicembre 2020.

Ad essere prorogate, pertanto, sono le successive due misure. Il credito d’imposta sulle perdite registrate nel 2020 vuole sostenere, infatti, le imprese nella risposta alla crisi causata dalla pandemia, aiutandole ad assorbire le perdite subite. Si tratta infatti di un credito d’imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale. In questo caso i beneficiari diretti sono le imprese conferitarie.

Oltre ai crediti d’imposta, il decreto Rilancio prevede anche una terza misura a sostegno della patrimonializzazione delle medie imprese. Si tratta del Fondo patrimonio Pmi con cui Invitalia procede all’acquisto di obbligazioni o titoli di debito emessi da aziende che hanno effettuato un aumento di capitale pari ad almeno 250mila euro. In questo caso possono accedervi le imprese (incluse le cooperative) con un fatturato tra i 10 e i 50 milioni. Una base di partenza più alta, dunque, rispetto a quella dei 5 milioni prevista per i crediti d’imposta, ma che intercetta una platea di imprese più adatte a questo tipo di operazioni. Le tempistiche sono estremamente rapide. Tra l’invio della domanda e l’erogazione dei fondi, infatti, passano 20 giorni se non servono integrazioni documentali. Se invece l’impresa deve produrre altre informazioni, si arriva a 30 giorni.

Particolarmente importante per le imprese che vogliono accedere al fondo è il sistema di premialità previsto. Se infatti la società mantiene tutta l’occupazione che aveva in Italia al momento della richiesta del prestito, fino alla fine del periodo di 6 anni del finanziamento; o effettua il 30% di investimenti per la tutela ambientale; o effettua il 30% di investimenti in nuove tecnologie abilitanti; ottiene una riduzione fino al 15% del valore del rimborso (il 5% per ognuno dei tre fattori).

Per queste due misure, quindi, la legge di bilancio consente alle imprese di eseguire l’aumento di capitale rilevante entro il 30 giugno 2021.

 

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