
L’approvazione del testo del disegno di legge sulla Manovra 2023 è, di fatto, il primo lavoro del Governo Meloni. Lo stabbene è arrivato lo scorso 21 novembre e le novità per il prossimo anno sono già definite, anche se a grandi linee.
Il valore della Manovra 2023 è di 35 miliardi di euro, di cui 21 miliardi sarebbero “riservati” al contrasto al caro energia, per cedere il passo poi al cuneo fiscale.
MISURE CONTRO IL CARO ENERGIA. I primi tre mesi del 2023 vedranno l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette; verrà rifinanziato il credito d’imposta per le imprese energivore e dedicato all’acquisto di energia elettrica e gas naturale, sale dal 40% al 45% e sarà esteso fino al 30 marzo. Ad essere rifinanziato, sempre al 30 marzo 2023, è anche il credito d’imposta per bar, ristoranti ed esercizi commerciali, che sale al 35% (e non più 30%).
MISURE PER LE IMPRESE. La parola chiave del 2023 sarà “flat tax”. Autonomi e partite Iva potranno, infatti, ricorrere a un sistema fiscale non progressivo, basato su un’aliquota fissa, al netto di eventuali deduzioni fiscali o detrazioni.
Nello specifico, si prevedono:
- flat tax sui redditi incrementali: le partite Iva con un aumento di fatturato rispetto al massimo picco del triennio precedente, vedranno applicata una flat tax del 15% sul maggiore utile conseguito con una soglia massima di 40mila euro;
- per gli autonomi che fatturano fino a 85mila euro si prevede un aumento della flat tax al 15%;
- rifinanziamento del Fondo di garanzia con 1 miliardo di euro;
- proroga del Bonus Ipo;
- istituzione di un Fondo per la Sovranità alimentare;
- proroga del credito d’imposta per la formazione 4.0;
- rifinanziamento della Nuova Sabatini;
- sospensione, anche per il 2023, della plastic e sugar tax.