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24.11.20

Notizie

Quarto decreto Ristori: rinvio delle tasse per chi è in rosso

Pare che non tutto sia perduto. Dopo lunghe e insistenti pressioni da parte di categorie “dimenticate” dai vari Dpcm – come ad esempio l’intero comparto del wedding ma anche il settore della cartellonistica pubblicitaria – un più ampio tessuto economico potrà presto beneficiare di aiuti statali.

Con il quarto decreto Ristori, infatti, è in arrivo un rinvio generalizzato delle scadenze fiscali per tutti i settori in perdita. La clessidra si capovolge: agevolazioni non solo ai settori oggetto delle misure restrittive e non soltanto per codici Ateco. A renderlo noto è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che nell’emendamento anti-fallimento da presentare in manovra, prevede di portare in ammortamento i costi fissi relativi al bilancio 2020, da chiudere.

Un altro tasto dolente riguarda le scadenze tributarie. Diverse forze politiche stanno scendendo in campo per applicare lo slittamento dei tributi a tutte le aziende che hanno perso almeno il 33% del fatturato durante la crisi, senza alzare l’asticella oltre il 50%. Oggi è ancora nella maggior parte dei casi al 75%.

Al ministero dell’Economia c’è ottimismo sulla capacità di ripresa del sistema produttivo italiano una volta allentate le restrizioni per la pandemia. Una convinzione dettata anche dai dati del terzo trimestre, per il quale le stime preliminari dell’Istat indicano un aumento di circa il 16%.

La ripartenza si intreccia col “Recovery Fund” o “Next generation EU” come lo ha battezzato la Commissione europea. Si tratta di un nuovo strumento europeo per la ripresa approvato, dopo quattro giorni di negoziato, dal Consiglio europeo straordinario del 21 luglio. I Capi di Stato e di governo europei hanno previsto di incrementare il bilancio su base temporanea tramite nuovi finanziamenti raccolti sui mercati finanziari per un ammontare pari a 750 miliardi di euro (390 di contributi a fondo perduto e 360 di prestiti).

L’Italia conterà su oltre 65 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto: il 70% delle allocazioni delle risorse è riferito agli impegni per progetti 2021-2022; la somma restante è riferita agli impegni relativi al 2023. Nel complesso la “quota” italiana è di circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti. Il resto dei sussidi saranno canalizzati attraverso altri “pilastri” dell’operazione anticrisi tra cui React Eu, sviluppo rurale, Just transition fund. Peccato, però, che è ancora presto per parlarne. L’operazione di Ricovery è stata rallentata da Polonia e Ungheria, che hanno chiesto un veto politico sulle azioni da intraprendere. Ciò significa che, almeno fino a febbraio, non verrà posta la pietra miliare.

 

 

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