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17.03.21

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Patrimonio Destinato: aiuti dal decreto Rilancio alle società per azioni

Diventa attuativo il regolamento che, dal 25 marzo, disciplinerà il Patrimonio Destinato, ovvero lo strumento economico previsto dal decreto Rilancio e destinato a supportare la ricapitalizzazione delle imprese.

I patrimoni destinati a uno specifico affare sono stati introdotti nel 2003 dalla riforma del diritto societario. Il decreto Rilancio ha, quindi, rispolverato la disciplina, applicandola al caso concreto emergenziale. A gestire il Patrimonio Destinato è la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), secondo le condizioni previste dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato e con il coinvolgimento di investitori privati per almeno il 30% dell’intervento.

Destinatarie dell’intervento sono le società per azioni, anche quotate, comprese quelle costituite in forma cooperativa con sede legale in Italia che abbiano un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro.

Le società non dovranno trovarsi in situazione di grave irregolarità contributiva o fiscale e non rientrare tra quelle che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione Ue.

Ai fini dell’ammissibilità, nei confronti della società non dovrà sussistere alcuna delle cause di divieto, decadenza, sospensione o tentativi di infiltrazione mafiosa e non dovrà essere stata pronunciata sentenza di condanna né di applicazione della sanzione su richiesta anche non passata in giudicato, e l’impresa non dovrà essere a conoscenza della pendenza di procedimenti a suo carico in relazione agli illeciti amministrativi commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente.

Nell’ambito dell’operatività in regime di “Temporary framework”, gli interventi del Patrimonio Destinato potranno essere effettuati a scelta della società mediante la partecipazione ad aumenti di capitale; la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati con obbligo di conversione; la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili; la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati.

La sottoscrizione dei contratti relativi alle prime tre misure dovrà essere effettuata entro il 30 settembre 2021, mentre nel caso di prestiti subordinati non convertibili dovrà intervenire entro il 30 giugno 2021.

Per quanto riguarda l’ammontare, l’intervento del Patrimonio Destinato non sarà inferiore25 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari con obbligo di conversione; 1 milione di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili; 100 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella partecipazione ad aumenti di capitale.

Al fine di accedere agli interventi di Patrimonio Destinato nell’ambito del Temporary framework, nel caso di aumenti di capitale, prestiti obbligazionari con obbligo di conversione e dei prestiti obbligazionari subordinati convertibili, la società richiedente dovrà essere impresa di interesse nazionale, per il settore in cui opera o per la rilevanza dimensionale od occupazionale; non potrà reperire finanziamenti sui mercati a condizioni accessibili; avrà una situazione economico-finanziaria (che non si sia già presente prima del 31 dicembre 2019) tale che, in assenza dell’intervento, rischierebbe di perdere la continuità aziendale, di fallire o avrebbe gravi difficoltà a mantenere le sue attività.

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