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20.02.20

Notizie

Plastic tax: ancora dubbi sull’indirizzo dell’imposta

La plastica è un peso, tanto per l’ambiente quanto per le imprese produttrici. E se le politiche green intendono eliminarla, le imprese che fondano la propria attività sulla produzione di materiale plastico avranno filo da torcere. Ebbene sì, arriva  la “plastic tax”, cioè la tassazione, alla produzione o all’import, di pellicole e recipienti plastici non riciclabili né realizzati da materiale di riciclo.

La nuova imposta ha le caratteristiche dell’accisa (tassa sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo), la cui base imponibile è data dalla quantità (e non da un corrispettivo o valore del prodotto). Tuttavia, non è applicabile la normativa generale delle accise, bensì proprio quella della nuova normativa introdotta dalla legge di Bilancio 2020, e che entro maggio dovrà essere integrata da un provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Manteniamo la calma, dunque. La plastic tax, per produrre effetti, necessita ancora dell’emanazione di un provvedimento che la renda operativa. Certo è che non tarderà ad arrivare, anche se prima occorrerà che il Fisco sbrogli la matassa circa l’applicazione dell’imposta, su cui orbitano dubbi strutturali. Due interrogativi su tutti: qual è l’oggetto del tributo? E ancora, quale sarà la qualificazione del soggetto obbligato al pagamento dell’imposta? Nell’attesa che il legislatore si esprima in tal senso, qualche risposta l’avremmo… .

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