fbpx

28.01.21

Notizie

Plastic tax: l’imposta che “punisce e premia” le imprese italiane

Conto alla rovescia per l’entrata della Plastic Tax, la tassa sul consumo di manufatti in plastica monouso, i cosiddetti “Macsi”. In un primo momento, sarebbe dovuta entrare in vigore già dal mese in corso, ma la legge di Bilancio 2021, se da una parte ha slittato l’avvio al 1° luglio, dall’altro ha esteso la platea dei soggetti su cui graverà l’imposta: non solo produttori, ma anche committenti.

Le novità, in soldoni, rimodulano la disciplina, prevedendo una modifica al ribasso del regime sanzionatorio, l’introduzione delle preforme nei semilavorati, la responsabilità solidale del rappresentante legale di soggetti non residenti, l’elevazione dell’importo minimo per eseguire il pagamento e l’estensione dei poteri di verifica e controllo da parte dell’Agenzia delle Dogane.

C’è da dire, però, che per poter delineare un quadro esaustivo e completo delle modalità di attuazione dell’imposta e dell’interscambio delle informazioni con l’Agenzia delle Entrate, mancano ancora i provvedimenti affidati all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Andiamo per ordine. Cos’è, quindi, la Plastic Tax e da chi è stata introdotta? Come già fatto presente, è una nuova tassa sul consumo della plastica monouso a carico degli Stati membri, che prevede un’aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati da ciascuno Stato, in cui l’aliquota è pari a 0,80 euro per chilogrammo, ma con la previsione per alcuni Stati membri di applicare una riduzione forfettaria annua (che per l’Italia ammonterebbe a circa 184 milioni di euro).

A volere introdurre l’imposta è “mamma” Europa, che – a volere proseguire con toni fantasiosi – punisce per educare: la Plastic Tax, infatti, è basata sulla capacità di gestione dei rifiuti degli Stati membri. La nuova disciplina si pone l’obiettivo di premiare le imprese virtuose, attive nel settore dei Macsi che si adoperano per un adeguamento tecnologico dedicato alla produzione di manufatti compostabili, riconoscendo loro un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti compostabili.

Nota bene, però: l’imposta non si applica ai manufatti compostabili, a determinati dispositivi medici e ai manufatti adibiti a contenere e proteggere medicinali. Sono, invece, obbligati al pagamento della Plastic Tax il fabbricante; il soggetto che acquista i Macsi da Paesi Ue nell’esercizio dell’attività economica; l’importatore di Macsi provenienti da Paesi terzi.

Argomenti plastic tax

Homepage > Notizie > Notizie > Plastic tax: l’imposta che “punisce e premia” le imprese italiane
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?