13.02.26

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Plusvalenze 2026: limiti alla rateizzazione, cosa cambia

La Legge di Bilancio 2026 interviene sulla tassazione, ai fini IRES, delle plusvalenze realizzate su beni strumentali, delineando un nuovo regime fiscale per tutte le operazioni effettuate dopo il 31 dicembre 2025.

Dal 2026, in caso di cessione di singoli beni strumentali e patrimoniali, la plusvalenza concorrerà integralmente alla formazione del reddito nell’anno di realizzo. Viene infatti soppressa la facoltà di rateizzazione, un cambiamento che incide sulla determinazione del reddito imponibile e sulla liquidità immediata dell’impresa.

In questo nuovo scenario, la tempistica della cessione e la valutazione preventiva degli impatti sul bilancio diventano centrali per la governance aziendale.

Il regime fino al 2025 e le nuove regole dal 2026

Fino al 2025, il contribuente poteva optare per la ripartizione della plusvalenza in cinque quote annuali, a condizione che il bene fosse stato posseduto per almeno tre anni. Questo meccanismo consentiva di gestire i flussi finanziari mitigando il carico fiscale nel breve periodo.

A partire dal 2026, per la generalità dei beni, l’imposizione si concentra per intero nell’anno della vendita. La possibilità di rateizzare le plusvalenze in cinque anni resta valida esclusivamente per:

  • cessioni di azienda o rami d’azienda, purché posseduti per un periodo non inferiore a tre anni;
  • società sportive professionistiche, per la cessione dei diritti alle prestazioni degli atleti (nei limiti della quota corrispondente al corrispettivo in denaro), con possesso minimo di due anni.

L’impatto sugli acconti d’imposta

Un elemento di particolare attenzione riguarda il coordinamento con il sistema degli acconti. Le plusvalenze realizzate nel 2025, pur beneficiando della rateizzazione ai fini del saldo, devono essere considerate per il loro intero ammontare nel calcolo dell’imposta storica per gli acconti dovuti nel 2026.

Questo meccanismo genera un anticipo finanziario che richiede la programmazione delle uscite di cassa per evitare eventuali squilibri.

La prospettiva strategica

Alla luce delle nuove regole, la gestione delle plusvalenze non andrebbe vista come un’analisi ex post. Individuare il momento opportuno per la dismissione e coordinare gli effetti sugli acconti d’imposta sono oggi attività essenziali per garantire la stabilità finanziaria e la continuità operativa.

Un’impostazione consapevole permette di trasformare il cambiamento normativo in un’occasione per strutturare processi decisionali più solidi, tutelando il valore e la solidità del patrimonio aziendale.

 

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