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Sicilia, Calabria, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: le regioni fanno quadrato sugli imprenditori e insistono affinché il Governo, a fianco di misure restrittive, annoveri nuovi ristori. Passaggio, questo, finora consumato o in relazione al calo di fatturato o al codice Ateco (escludendo, quindi, categorie indirettamente coinvolte dalla crisi economica da Covid) o al “colore” da cui conseguivano le restrizioni valide in ciascuna regione.

Ristori non sempre, però, corrispondenti e contestuali all’aggiunta di nuove restrizioni, alcune delle quali ancora in corso. Per i cinque governatori delle regioni sopra elencate, infatti, la mancanza di un nuovo sostegno rischia di cancellare intere iniziative produttive, commerciali, ricettive, turistiche, gastronomiche, sportive e ricreative.

In queste ore, sono previsti un nuovo decreto e (solo dopo l’ok delle Camere allo scostamento di bilancio) futuri indennizzi, che dovrebbero abbandonare il meccanismo di calcolo basato sul calo di fatturato e corrispettivi del solo mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019, per abbracciare così un periodo di riferimento più ampio.

NOVITA’ NUOVI RISTORI. Sono diverse le ipotesi in ballo al Governo. I futuri ristori potrebbero tener conto delle perdite di un intero semestre delle varie realtà imprenditoriali. Inoltre, si punta ad abbandonare l’aggancio ai codici Ateco per estendere i ristori a tutte le categorie che hanno subito una forte contrazione delle attività, con la novità di includere anche i professionisti e coloro che, fino ad oggi, hanno ricevuto poco o addirittura nulla perché colpiti indirettamente dalle restrizioni dettate dal Covid come possono essere, a titolo di esempio, i fornitori di ristoranti, bar, pub e alberghi.

GLI AIUTI FUTURI. Il sistema dovrebbe prevedere una perequazione tra quanto spetterebbe con i nuovi meccanismi di calcolo e quanto già liquidato. Un’altra forma di aiuto riguarda l’ulteriore sospensione delle cartelle o una nuova rottamazione, con possibili rifinanziamenti della cassa integrazione e di ulteriori misure per lavoratori e imprese.

GLI AIUTI IN ESSERE. Intanto, c’è ancora un’ultima coda dei ristori e del fondo perduto per i centri storici: i termini per le domande all’Agenzia delle Entrate scadranno rispettivamente il 15 e il 14 gennaio.

Argomenti nuovi ristori

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