Abrogazione delle misure di allerta e nuovi strumenti per l’emersione tempestiva della crisi: sono queste le novità più importanti introdotte dal nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza, entrato in vigore dal 15 luglio 2022.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1 luglio 2022, infatti, sono entrato definitivamente in vigore da venerdì scorso le modifiche introdotte dal D. Lgs. 17 giugno 2022 n. 83 alla disciplina della crisi d’impresa. 

Scopriamo, quindi, come cambia la normativa di riferimento.

Il decreto legislativo del 17 giugno 2022 n. 83, entrato in vigore dal 15 luglio 2022, ha abrogato le misure di allerta e di composizione assistita della crisi previste nella versione originaria del codice, sostituendole integralmente con il nuovo istituto della composizione negoziata e con i nuovi obblighi di segnalazione posti in capo ai creditori pubblici qualificati (Inps, Inail, Ade, Aderisc).

Il nuovo istituto della composizione negoziata della crisi si configura come un percorso volontario, riservato e stragiudiziale, con cui l’imprenditore, al ricorre di determinati presupposti, può chiedere la nomina di un professionista esperto di ristrutturazioni che lo coadiuvi nelle trattative con i creditori e lo assista nell’individuazione delle soluzioni più idonee per il superamento della situazione di difficoltà in cui si trova.

Alla procedura si potrà accedere tramite una piattaforma telematica nazionale, sulla quale sono disponibili ulteriori strumenti di supporto all’impresa quali la lista di controllo, con le indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento, e il test pratico di autodiagnosi per la verifica dello stato di difficoltà dell’impresa e della ragionevole perseguibilità del risanamento.

Gli esiti delle trattative possono essere molteplici, in relazione al grado di difficoltà in cui versa l’impresa, e possono concludersi in quattro differenti modi:

  1. con l’immediata archiviazione quando l’impresa non abbia prospettive di risanamento, senza che ciò comporti alcuna forma di segnalazione al pubblico ministero o ad altri organismi esterni all’impresa stessa;
  2. con una soluzione interamente stragiudiziale;
  3. con il ricorso a uno degli strumenti per la ristrutturazione o per la liquidazione previsti dalla legge fallimentare;
  4. con l’accesso al nuovo istituto del concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio.

Pur trattandosi di un percorso volontario, la composizione negoziata può essere attivata su impulso dell’organo di controllo della società – ove esistente – sul quale grava l’obbligo di segnalare all’organo amministrativo il verificarsi dei presupposti che legittimano il ricorso all’istituto, nonché quello di invitare, lo stesso organo amministrativo a riferire entro un congruo termine circa le iniziative intraprese.

Agli obblighi di segnalazione dell’organo di controllo della società si affiancano i nuovi obblighi di segnalazione dei creditori pubblici qualificati, anch’essi delineati come obblighi di natura informativa, diretti ad attivare un meccanismo di monitoraggio esclusivamente interno all’impresa, funzionale ad incentivare l’imprenditore a valutare la portata della propria esposizione debitoria verso i creditori pubblici e se essa possa determinare, anche in concomitanza con altri fattori, la condizione di squilibrio economico, patrimoniale o finanziario che consente di richiedere la nomina dell’esperto e di avviare il tentativo di ristrutturazione negoziale.

In quest’ambito si inseriscono i nuovi avvisi di compliance che l’Agenzia delle Entrate sta recapitando ai titolari di partita iva che non hanno integralmente pagato il debito risultante dalla dichiarazione periodica (cosiddetta Lipe) presentata il 31 maggio scorso con riferimento al primo trimestre del 2022.

Accade, dunque, che l’impresa che non abbia pagato anche solo 5.000 € del debito Iva del primo trimestre 2022 viene invitata a adeguarsi o a valutare se si trova in uno stato di crisi.

La stessa viene, inoltre, informata del fatto che la segnalazione è effettuata allo scopo di intercettare precocemente eventuali segnali di squilibrio economico-finanziario che potrebbero determinare una situazione di crisi d’impresa e invitata a valutare se ricorrono i presupposti per richiedere l’attivazione della procedura di composizione negoziata della crisi.

In più, tale segnalazione imporrà tanto all’imprenditore quanto all’organo di controllo la necessità di esaminare con attenzione la situazione economico-finanziaria dell’impresa ed attivare il test di che la CCIAA mette a disposizione delle imprese.

Di fronte alla segnalazione, l’organo di controllo dovrà chiedere agli amministratori di riferire tempestivamente sulle iniziative intraprese per la soluzione del problema, piccolo o grande che sia, e all’esito dell’informativa valuterà l’adeguatezza delle azioni proposte, anche alla luce dei dati consuntivi e prospettici che l’assetto amministrativo e contabile adottato dovrebbe rendere disponibili.

Se la reazione degli amministratori non dovesse essere sufficientemente solida o credibile, l’organo di controllo dovrà proporre il ricorso alla composizione negoziata o ad altri strumenti di soluzione della crisi, viceversa si limiterà a vigilare sulla realizzazione delle iniziative proposte; in assenza di reazione da parte degli amministratori l’organo di controllo dovrà invece adottare le iniziative che la legge gli riconosce e che arrivano fino alla denuncia di gravi irregolarità ai sensi dell’articolo 2409 del codice civile.

Le nuove segnalazioni partiranno entro 60 giorni dall’ avveramento delle seguenti condizioni:

– per l’INPS ritardi di oltre 90 giorni nel pagamento di contributi per somme superiori al 30% di quelli relativi all’anno precedente e a 15.000 € (ridotti a 5.000 se non ci sono dipendenti);

– per l’ADE, come detto, se l’omesso versamento del debito Iva che emerge dalle comunicazioni periodiche supera i 5.000 €;

– per l’Agenzia della Riscossione in presenza di crediti definitivamente accertati scaduti da più di 90 giorni di importo superiore a € 100.000, 200.000 o 500.000, rispettivamente per imprese individuali, società di persone e società di capitali.

Sotto il profilo della decorrenza, le nuove disposizioni si applicano:

– con riferimento all’INPS, in relazione ai debiti accertati a decorrere dal 1° gennaio 2022;

– con riferimento all’INAIL, in relazione ai debiti accertati a decorrere dal 15 luglio 2022;

– con riferimento all’Agenzia delle Entrate, in relazione ai debiti risultanti dalle LIPE del primo trimestre 2022;

– con riferimento all’Agenzia delle Entrate Riscossione in relazione ai carichi affidati a decorrere dal 1° luglio 2022.

Considerato, dunque, che, prima dell’entrata in vigore della norma, l’AdE impiegava dai 12 ai 18 mesi per segnalare le irregolarità nei versamenti iva e, in media, 24 mesi per inviare l’avviso bonario ex articolo 54 bis del DPR 633/72, l’effetto immediato delle nuove disposizioni sarà una notevole accelerazione dei controlli da parte dell’amministrazione finanziaria.

Inutile commentare l’abnormità della disposizione di legge, atteso l’attuale stato finanziario di molte imprese che non hanno fatto in tempo ad uscire dalla crisi generata dalla pandemia e si sono ritrovate alle prese con la crisi energetica e l’inflazione a livelli non così alti dagli anni ’80.

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