24.10.22

Piano Transizione 4.0: il giusto approccio alla digital trasformation delle Pmi

La digitalizzazione aziendale è una delle tante sfide imposte dalla modernità, in cui velocità di esecuzione ed efficienza rivestono ruoli cruciali in un mercato sempre più competitivo, caratterizzato da cambiamenti continui e che pretende risultati ottimali in tempi brevi.

Al fine di incentivare e supportare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, funzionali alla “Digital Transformation”, il Piano Transizione 4.0 prevede la misura unica del credito di imposta con aliquote che variano a seconda della categoria dei beni e dell’importo della spesa da compensare.

Un aiuto tangibile al progresso imprenditoriale e, dunque, economico di una intera nazione.

Digitalizzare vuol dire semplificare e risparmiare, dematerializzare luoghi fisici, comunicare e condividere informazioni in tempo reale in un unico ambiente connesso e condiviso, guadagnare in efficienza, rapidità ed ottenere pieno controllo dei flussi dei dati.

Insomma, il processo di digitalizzazione è un investimento ad alto rendimento.

Ma qual è l’approccio corretto che le imprese dovrebbero assumere nei confronti della digitalizzazione? Il primo, fondamentale, passo è l’analisi dei processi critici della propria azienda e del proprio business, al fine di scegliere le soluzioni digitali più idonee ad apportare il cambiamento.

Ed è proprio cambiamento la parola chiave della trasformazione digitale: la sostituzione degli strumenti tradizionali ed analogici con quelli ad alta tecnologia, che di fatto rendono i flussi di lavoro più snelli, automatizzando attività e procedure, modificano l’organizzazione aziendale, sferrando un contraccolpo anche alle abitudini lavorative degli impiegati.

Non bisogna assumere un atteggiamento di chiusura di fronte a tali prospettive. Il progresso è un passaggio naturale, un’opportunità per tutti, ed è fondamentale assumere un ruolo attivo nel mercato per garantire servizi all’altezza delle aspettative dei consumatori.

GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA DIGITALIZZAZIONE. Il Piano Transizione 4.0 prevede la misura unica del credito di imposta (tax credit), con aliquote che variano a seconda della categoria dei beni e dell’importo della spesa da compensare, al fine di incentivare e supportare le imprese che investono in beni strumentali nuovi funzionali alla “Digital Transformation”.

In particolare, nel 2022, i tax credit previsti per le imprese, a sostegno della loro digitalizzazione, riguardano gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali 4.0; in innovazione tecnologica ed in formazione 4.0.

TAX CREDIT BENI STRUMENTALI 4.0. Questo è funzionale alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” e prevede un credito d’imposta pari al 40% del costo per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; al 20% del costo per gli investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi pari a 10 milioni di euro; al 10% del costo per gli investimenti oltre i 10 milioni ma nei limiti di 20 milioni di euro.

TAX CREDIT BENI STRUMENTALI IMMATERIALI 4.0. Connesso a investimenti in beni materiali, sempre nel contesto dell’agevolazione “Industria 4.0”, prevede un credito pari al 20% del costo per gli investimenti, nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

TAX CREDIT BENI STRUMENTALI MATERIALI (EX SUPER AMMORTAMENTO). In questo caso, il credito d’imposta è pari al 6%, nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

TAX CREDIT BENI STRUMENTALI IMMATERIALI. Anche in questo caso, il credito d’imposta è pari al 6%, nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

TAX CREDIT INNOVAZIONE TECNOLOGICA. Per le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati, il credito è riconosciuto nella misura pari al 10% del costo sostenuto nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro.

TAX CREDIT FORMAZIONE 4.0. Tale credito è riconosciuto per sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale ed è spendibile nella misura del 70% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 300mila euro per le piccole imprese; del 50% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro per le medie imprese; del 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro per le grandi imprese.

LA “NUOVA SABATINI. A tali agevolazioni si aggiungono quelle previste dalla legge “Nuova Sabatini” cumulabile con il credito d’imposta previsto dal “Piano Transizione 4.0”, che agevola la stessa tipologia di beni.

La Nuova Sabatini consente la concessione di finanziamenti alle Pmi italiane per sostenere questi tipi di investimenti, oltre ad un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

Per concludere, la digitalizzazione, che la si ritrova ovunque, è in grado di trasformare – e già sta trasformando – intere economie, investendo del cambiamento modelli di consumo e produzione, ma anche di business, nonché le preferenze e i prezzi relativi dei prodotti.

Ad essere interessate dalla digital trasformation sono anche alcune variabili rilevanti per la politica monetaria come l’occupazione, la produttività e l’inflazione, incrementando, in questo modo, il divario tra i Paesi del mondo che camminano da sempre a diverse velocità di evoluzione.

Ecco perché occorre assolutamente tendere a tale direzione, investendo tempo e risorse, così da accogliere l’onda del cambiamento prima che sia questa a “travolgere” e sconvolgere intere economie di sistema.

Homepage > Pubblicazioni > Piano Transizione 4.0: il giusto approccio alla digital trasformation delle Pmi