Il caro bollette e la ricerca di fonti alternative energetiche sono argomenti che, negli ultimi mesi, hanno messo in difficoltà famiglie ed imprese, soprattutto in seguito alla crisi russo-ucraina esplosa febbraio scorso e che ha prodotto effetti negativi anche sull’economia italiana.

In particolare, la dipendenza energetica è un fattore che il conflitto in corso riporta in primo piano. L’Europa e l’Italia, in questa fase, scontano quella che, di fatto, è una debolezza storica: si pensi che l’Europa dipende per circa il 55% dalle importazioni e che, nel decennio 2010-2020, tale quota è persino aumentata.

Cosa prevede la Legge di Bilancio a sostegno delle imprese? In questa pubblicazione approfondiamo l’argomento.

La gestione dell’innalzamento dei costi dell’energia ha, senza dubbio, un ruolo centrale nella Legge di Bilancio 2023, che stanzia, infatti, 21 miliardi di euro da utilizzare in bonus e agevolazioni per famiglie e imprese in difficoltà con i pagamenti.

Le misure della Manovra prevedono l’abolizione degli oneri impropri delle bollette; confermano fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta al 35% per piccole imprese, bar, ristoranti ed esercizi commerciali; mentre per le imprese energivore il credito d’imposta passa dal 40% al 45%. Resta confermata, inoltre, la possibilità per le Pmi di rateizzare le bollette in 36 mesi con fideiussione assicurativa garantita da Sace fino al 90%.

Ma come possono attivarsi, ad oggi, le imprese per risolvere il problema energetico?

Per normalizzare il valore della spesa energetica sui dati dei bilanci aziendali l’energia rinnovabile, e quindi l’investimento nell’installazione di impianti fotovoltaici, sarebbe la soluzione più efficiente ed efficace, tra l’altro esistono diverse misure a sostegno di tale investimento. Analizziamole.

CREDITO D’IMPOSTA AL 6%. È applicabile per progetti d’investimento con un costo inferiore ai 2 milioni di euro. Tale credito  è valido fino al 31/12/2022. Tuttavia, se si versa un acconto per la realizzazione di tale impianto pari al 20% entro la fine del 2022, si potrà usufruire di questo incentivo fino al 30/06/2023. Il credito sarà disponibile per tutte le aziende nelle seguenti misure:

  • aziende con un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro hanno diritto a un’unica quota annuale di compensazione;
  • le aziende con un fatturato annuo superiore ai 5 milioni di euro, invece, riceveranno una compensazione ripartita in 3 quote annuali di pari importo, a partire dall’anno di entrata in funzione dell’impianto fotovoltaico.

REVERSE CHARGE. Si tratta di un meccanismo fiscale che permette alle aziende che acquistano un impianto fotovoltaico di essere esentate dal pagamento immediato dell’IVA. Il regime di inversione contabile è un’agevolazione fiscale che prevede l’inversione dell’onere dell’IVA che verrà applicata al fornitore. Ricadono sotto questi incentivi azioni come la fornitura, l’installazione e la manutenzione di nuovi impianti fotovoltaici per aziende.

NUOVA SABATINI. Questo incentivo concede un credito legato ad una richiesta di finanziamento rivolta a una banca o ad un intermediario, alla cui concessione andrà ad aggiungersi il contributo del Ministero.

DECRETO FER1. Si tratta di un’agevolazione fiscale indiretta dedicata agli impianti con potenza da 20 kW a 1 MW, che una volta iscritti ad un apposito registro possono richiedere un compenso per la reimmissione di energia pulita nella rete pubblica. Questo particolare incentivo al fotovoltaico per le aziende, però, è riservato alle imprese che installano impianti fotovoltaici di nuova costruzione in concerto con la rimozione completa di una copertura in eternit o amianto.

SCAMBIO SUL POSTO. È possibile rivendere al gestore dei servizi energetici l’energia accumulata in surplus, una cessione che prevede un conguaglio vantaggioso applicato direttamente in bolletta. Ricordiamo, inoltre, che tale investimento rientra tra quelli disciplinati dalla normativa del “credito d’imposta Investimenti nel Mezzogiorno” che è rivolto a tutte le imprese che effettuano investimenti:

  • nelle seguenti regioni: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise;
  • nelle ZES: Abruzzo; Calabria (Porto di Gioia Tauro), Campania (Porto di Napoli), Puglia e Basilicata (Porto di Taranto – ZES Interregionale), Puglia e Molise (Porto di Bari – ZES Interregionale), Sardegna (Aree portuali), Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale*;
  • facenti parte di un progetto di investimento iniziale (creazione nuovo stabilimento/diversificazione della produzione/acquisizione di attivi facenti parte di uno stabilimento in via di chiusura);
  • relativi all’acquisto di beni materiali strumentali nuovi.

Com’è possibile evincere, ci sono diverse possibilità per “affrontare” la questione energetica. Di fatto, però, la Legge di Bilancio 2023 si conferma con le agevolazioni attualmente vigenti, ma sarebbe auspicabile che, da qui a fine anno, vengano introdotte maggiori novità, visto il persistere della problematica.

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