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16.07.20

Consulenza Aziendale - Finanza strutturata

Bando Macchinari Innovativi: un’opportunità di rinascita per le Pmi del Sud

È un dato di fatto: quando si parla di “industria 4.0” le piccole e medie imprese delle regioni del Sud sono in ritardo rispetto a un nord Italia già innovativo e ampiamente industrializzato. Un gap che è venuto fuori in modo più evidente a seguito dei mesi di lock down vissuti durante la pandemia, aggiungendosi però a un rallentamento dell’economia globale.

Ecco perché il Ministero dello sviluppo economico adesso punta ad aiutare Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata, realtà sempre più in ritardo rispetto agli standard europei. E il messaggio del Governo è chiaro: il divario tra le Pmi del sud e del nord Italia, in termini di adeguatezza delle tecnologie con i parametri dell’Industria 4.0 e di sviluppo dell’economia circolare, capace di dare nuova vita ai prodotti di scarto, va colmato nel più breve tempo possibile.

Ma senza l’appoggio delle banche e di agevolazioni adeguate, il progresso è un miraggio. Molte piccole e medie imprese, forti delle proprie life skills e di personale altamente qualificato e competitivo, hanno chiare le idee sul proprio futuro e sono consapevoli di cosa occorre loro per colmare il gap con le realtà del Nord. Tra le priorità in cantiere, infatti, ci sono progetti dedicati alla trasformazione tecnologica per innovare i processi produttivi aziendali, purtroppo rimasti relegati nello spazio di una scrivania per mancanza di adeguate politiche finanziarie di sostegno.

Ma il momento per declinare i “faremo” al presente è adesso. E ciò è possibile grazie al nuovo bando “Macchinari Innovativi 2020” edito dal Mise e rivolto a Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata.

Il nuovo bando 2020 ha l’obiettivo di sostenere la realizzazione di programmi di investimento diretti a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. Si vuole quindi favorire la transizione del settore manifatturiero e di alcune categorie di servizi verso il paradigma dell’economia circolare, che si traduce in nuove tecnologie per un manifatturiero sostenibile 4.0 e per servizi all’avanguardia. L’intervento agevolativo è stato definito nell’ambito del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR per cui permette di attivare risorse comunitarie già stanziate.

A potere beneficiare dell’agevolazione sono le piccole e medie imprese del Sud, che potranno richiedere una dotazione finanziaria di complessivi 265mila euro, messa a disposizione tramite due distinti sportelli agevolativi, che verranno aperti a distanza di meno di 6 mesi l’uno dall’altro. Il 30 luglio, intanto, si attiva il primo, in cui verrà impiegato il 50% delle risorse complessive, pari quindi ad € 132.500.000.

Entrando nei dettagli del bando, le agevolazioni coprono il 75% degli investimenti realizzati. I programmi di investimento in macchinari, attrezzature, software, impianti e tecnologie 4.0 devono prevedere spese non inferiori a 400mila euro e non superiori a 3 milioni di euro. Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato. Il mix di agevolazioni è articolato in relazione alla dimensione dell’impresa: per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%; per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%. Il finanziamento agevolato andrà restituito in 7 anni, senza interessi. Costituiscono requisiti preferenziali ai fini dell’ottenimento delle agevolazioni una solida struttura patrimoniale ed economico-finanziaria e un valido programma di investimenti.

Occorre, quindi, farsi trovare preparati. Bisogna avere le idee chiare per partecipare al bando, meglio ancora se con un progetto chiavi in mano, con tanto di business plan.

I presupposti per potere beneficiare di un aiuto concreto, oltre che di una spinta all’intera economia, ci sono tutti. Mettere in campo un tentativo, quindi, è dovuto. Quanto meno per non passare dalla parte di chi, avendo come fare, non fa. Allora sì che il gap del Sud dipenderà solo ed esclusivamente da noi.

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