Tutelare l’ambiente razionalizzando l’uso delle risorse energetiche e delle materie prime rappresenta un nuovo modo di concepire la produzione.

L’Italia sta adottando una serie di provvedimenti ed agevolazioni volti ad incentivare la cosiddetta “economia circolare”. Un sistema che mira ad una maggiore sostenibilità ambientale tramite l’allungamento della vita utile dei prodotti e il riutilizzo di scarti e rifiuti del primo ciclo produttivo.

Se, infatti, l’economia lineare segue tradizionalmente il percorso “prendi-produci-smaltisci”, l’economia circolare riduce al minimo l’uso delle materie prime, massimizza il riutilizzo di prodotti o di loro parti, garantendo così alle imprese la diminuzione dei costi di produzione ed anche la salvaguardia dell’ambiente.

Nell’ottica di favorire lo sviluppo dell’economia circolare il Ministero dello Sviluppo Economico, con il DM 12 aprile 2022, ha introdotto, in favore delle piccole e medie imprese, una serie di contributi volti a sostenere la realizzazione di progetti innovativi ed eco sostenibili.

In particolare, gli aiuti hanno la finalità di agevolare i programmi di investimento conformi agli attuali principi di tutela dell’ambiente ed a elevato contenuto tecnologico (in coerenza con il piano transizione 4.0), dando priorità a quelli in grado di favorire la transizione dell’impresa verso l’economia circolare e migliorare la sostenibilità energetica.

Ma in cosa consiste l’agevolazione introdotta dal MISE? Con una dotazione pari ad euro 677.875.519,57 la misura prevede la concessione di contributi in conto impianto, a copertura di una percentuale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.

In particolare:

  • per i programmi di investimento da realizzare in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, il contributo è pari al 60% per le imprese di micro e piccola dimensione e il 50% per imprese di media dimensione;
  • per i programmi di investimenti da realizzare in Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo è pari al 50% per le imprese di micro e piccola dimensione e il 40% per imprese di media dimensione;
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle altre Regioni il contributo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e il 25% per imprese di media dimensione.

Inoltre, per gli investimenti effettuati dalle imprese che risiedono nelle Regioni sopra citate, le spese non devono essere inferiori ad euro 500.000,00 e superiori ad euro 3.000.000,00; mentre nelle altre Regioni l’importo minimo e massimo delle spese è rispettivamente pari ad euro 1.000.000,00 e ad euro 3.000.000,00.

Le spese ammissibili sono quelle funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino:

  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali;
  • acquisizione di certificazioni ambientali.

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Per beneficiare dell’agevolazione i soggetti, alla data di presentazione della domanda, devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituiti, iscritti e attivi nel registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese ovvero, in caso di imprese individuali o società di persone, aver presentato almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento in relazione al quale vengono richieste le agevolazioni in oggetto, impegnandosi a non farlo anche fino ai due anni successivi al completamento dell’investimento.

Le domande di agevolazione devono essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica messa a disposizione sul sito internet di Invitalia.

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