Il rapporto tra Amministrazione finanziaria e imprese sta attraversando un profondo rinnovamento. Da un modello basato su posizioni contrapposte si sta passando a un sistema che prevede relazioni fondate su fiducia reciproca e collaborazione.

Si apre così una nuova stagione in cui Amministrazione finanziaria, imprese e professionisti sono chiamati a investire tempestivamente in competenze e rapporti reputazionali. Nel rapporto tributario, gli effetti della cooperative compliance dipendono proprio da questo equilibrio: da un lato, nell’affidamento dell’Agenzia sulla reale disclosure delle imprese; dall’altro, nella fiducia delle imprese sulla corretta gestione dei dati comunicati.

Un sistema basato su fiducia e trasparenza

Il regime della cooperative compliance, previsto dalla legge delega per la riforma fiscale e modificato poi dal D.Lgs. 108 del 5 agosto 2024, introduce un’interlocuzione costante e preventiva tra amministrazione e imprese. Pertanto, i contribuenti sono incentivati ad assumere comportamenti improntati a collaborazione e trasparenza, al fine di ottenere i livelli di premialità previsti dall’ordinamento.

Attualmente il regime è riservato solo ai contribuenti di maggiori dimensioni. In particolare, riguarda le imprese che nel 2026 e nel 2027 avranno un volume d’affari non inferiore a 500 milioni (le società aderenti oggi sono poco più di 140). Dal 2028, però, la soglia si ridurrà a 100 milioni e sarà prevista la possibilità di accesso, su opzione, anche per imprese di dimensioni inferiori.

Il nuovo impianto normativo punta a promuovere un cambiamento culturale e a costruire un modello fiscale più moderno. La funzione repressiva dell’Amministrazione si trasforma così in un’attività preventiva, basata su forme di cooperazione rafforzata per i contribuenti dotati di sistemi efficaci di gestione del rischio fiscale.

La gestione strutturata del rischio fiscale

Per accedere al regime, le imprese devono adottare un sistema interno di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale: il Tax Control Framework. Tale presidio consente un monitoraggio continuo dei processi aziendali e dei rischi, assicurando il rispetto degli obblighi di trasparenza nei confronti dell’Amministrazione.

Il Framework favorisce una cultura aziendale virtuosa, improntata alla correttezza e all’osservanza delle norme tributarie. Garantisce completezza, affidabilità e diffusione delle informazioni a tutti i livelli organizzativi, con l’obiettivo di accedere ai benefici previsti.

Le premialità si articolano in:

  • esclusione delle sanzioni amministrative, tributarie e penali per tutti i rischi fiscali;
  • riduzione di almeno due anni dei termini di accertamento;
  • possibilità di instaurare un rapporto bilaterale con l’Amministrazione finanziaria, che consenta di pianificare il carico tributario riducendo il rischio di contestazioni.

Certificazione e affidabilità dei processi fiscali

La certificazione del Tax Control Framework è necessaria per accedere ai benefici, perché assicura l’efficacia dei processi aziendali e della gestione dei rischi fiscali. Può essere rilasciata da avvocati, dottori commercialisti ed esperti contabili iscritti in appositi elenchi, in possesso di specifici requisiti di etica, competenza e affidabilità.

Dalle nuove disposizioni emerge che la ridefinizione del rapporto tra Amministrazione finanziaria e imprese assume un ruolo centrale. Nell’attuale scenario economico, nonostante l’avvento dell’Intelligenza Artificiale e dei processi di automazione, i valori relazionali e reputazionali continuano a essere determinanti.

La certificazione del Tax Control Framework incide direttamente sulla governance aziendale, sulla compliance fiscale e sulla sostenibilità, che costituiscono requisiti fondamentali di efficienza gestionale.

Verso un nuovo equilibrio del sistema fiscale

Al di là del percorso ancora da compiere, che richiederà ulteriori approfondimenti da parte di tutti i soggetti coinvolti, è evidente che cooperative compliance e Tax Control Framework rappresentano due strumenti chiave nell’attuale sistema economico.

Attraverso lo sviluppo di nuove competenze e la costruzione di relazioni fondate su etica e trasparenza, Amministrazione finanziaria, imprese e professionisti possono contribuire alla creazione di valore, anche in termini di asset immateriali, lungo le rispettive catene in termini reputazionali ed economici.

Homepage > Pubblicazioni > Diritto Tributario > Cooperative Compliance e Tax Control Framework: un nuovo modello di valore