fbpx

Investire in formazione si può e forse è anche il caso di dire “si deve”. E se la spesa è agevolata è anche meglio.

Introdotto con la legge di bilancio 2018 (L. n. 205/2017) e prorogato dalla legge di bilancio 2020 (co. 210 art. 1 L. n. 160/2019) il credito d’imposta Formazione 4.0ha lo scopo di stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale dipendente volta ad acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie c.d. “abilitanti”: : big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione (RV) e realtà aumentata (RA), robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva (o stampa tridimensionale), internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. Tutte voci previste dal Piano Nazionale Industria 4.0 per favorire il processo di trasformazione tecnologica e digitale del Paese.

Perché non basta solo che le imprese dispongano delle migliori tecnologie produttive, quali sono quelle alla cui produzione o al cui utilizzo è stato già dato un sensibile impulso, prima con la normativa dell’iper-ammortamento ora con il corrispondente credito d’imposta sugli investimenti 4.0.

Occorre, anche, che le imprese dispongano di un personale avente le qualificazioni più adatte al miglior utilizzo delle tecnologie di ultima generazione, nonché alla vendita dei prodotti che, tramite queste nuove tecnologie, possono essere immessi sul mercato.

Ecco perché la formazione 4.0 è quella che si rivolge ai seguenti ambiti:

vendita e marketing: con attività formative relative ad acquisti, commercio al dettaglio, commercio all’ingrosso, gestione del magazzino, servizi ai consumatori, stoccaggio, tecniche di dimostrazione, marketing, ricerca di mercato;

informatica: con attività di analisi di sistemi informatici, elaborazione elettronica dei dati, formazione degli amministratori di rete, linguaggi di programmazione, progettazione di sistemi informatici, programmazione informatica, sistemi operativi;

tecniche e tecnologie di produzione: a queste si riferiscono tra le altre le attività di robotica, sistemi di comunicazione, tecnologie delle telecomunicazioni, ingegneria meccanica, climatizzazione, elettronica delle comunicazioni, ingegneria del controllo.

Sotto il profilo soggettivodestinatari della formazione 4.0 sono i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, determinato e gli apprendisti di tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dall’attività economica esercitata, dalla natura giuridica, dalle dimensioni e dal regime contabile e fiscale adottato.

Anche gli enti commerciali e tutto il loro personale possono beneficiare della formazione agevolata 4.0, rimanendo escluse solo le imprese in difficoltàai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D. Lgs. N. 231/2001 e quelle imprese che non siano in regola con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con i versamenti previdenziali e assistenziali. Queste ultime preclusioni potrebbero far storcere il naso a qualcuno ma, a dispetto di quello che è luogo comune pensare, in realtà, di imprese virtuose ce ne sono e la misura in esame potrebbe fungere da volano anche al fine di rimettere in carreggiata quelle imprese che magari sono uscite un po’ fuori dai binari della piena aderenza alle norme ma che, reinvestendo in sicurezza e rispetto delle norme fiscali e contributive, potranno recuperare sul costo del personale le risorse finanziarie utilizzate, ottenendo peraltro un ritorno economico in termini di competitività e di redditività.

Ma vediamo in cosa consiste il beneficio.

La base di calcolo del credito d’imposta è rappresentata dalla retribuzione lorda maggiorata dei ratei di TFR, delle mensilità aggiuntive, di ferie e permessi maturati sulle ore/giornate di formazione svolta, nonché le indennità di trasferta spettanti in caso di attività formative svolte fuori sede.

Si considerano ammissibili al credito d’imposta:

  • le spese concernenti il personale dipendente impegnato come discentedelle attività formative per l’intero costo aziendale sostenuto per le ore/giornate di formazione;
  • le spese relative al personale dipendente impegnatocome docenteo tutor nelle attività di formazione ammissibili, con il limite del 30% della retribuzione complessiva spettante al dipendente.

La percentuale del credito d’impostae l’importo massimodello stesso dipendono dalla dimensione aziendale, come da seguente tabella:

 

DIMENSIONE AZIENDALE % CREDITO D’IMPOSTA IMPORTO MAX DEL CREDITO
Piccola 50 300.000
Media 40 250.000
Grande 30 250.000

 

Per tutte le imprese, nel rispetto dei limiti massimi annuali, la misura del bonusè aumentata al 60%con riferimento alle spese di formazione sostenute in favore di lavoratori dipendenti appartenenti alle categorie dei lavoratori svantaggiati ai sensi del Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.

Il credito d’imposta sulla Formazione 4.0:

  • non è imponibile ai fini IRES e IRAP;
  • può essere utilizzato in compensazione con modello F24nell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili senza il limite di 250.000 euro previsto per i crediti d’imposta da quadro RU, né di quello generale annuo innalzato ad 1 milione di euro dal Decreto Rilancio (ora L. n. 77/2020;
  • va indicato nella dichiarazione dei redditirelativa al periodo di imposta in cui le spese sono state sostenute e in quelle successive fino a conclusione del suo utilizzo.

L’effettivo sostenimento e la corrispondenza delle spese ammissibili alla documentazione contabile dell’impresa devono risultare da apposita certificazione(anch’essaagevolabile) rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale iscritti nella sezione A del registro dei revisori di cui al D. Lgs. n. 39/2010.

Infine, si segnala che la legge di Bilancio 2020 (co. 2015, art. 1 L.160/2019), allo scopo di favorire l’utilizzo di questa misura agevolativa, ha eliminato l’obbligo di disciplinare espressamente lo svolgimento delle attività di formazione nei contratti collettivi aziendali o territoriali e che la stessa misuraè stataprorogata al 2021con lo stanziamento di 150 milioni di euro.

In conclusione, essendo ormai giunti al termine del 2020, vale la pena di evidenziare il vantaggio che le imprese potrebbero ottenere implementando le attività formative agevolate di questo periodo in modo tale da ridurre al minimo il gaptemporale tra il sostenimento dei costi e la fruizione del beneficio ad essi connesso.

 

 

Homepage > Pubblicazioni > Consulenza Aziendale > Credito d’imposta Formazione 4.0. La nuova frontiera degli investimenti e delle agevolazioni
Newsletter

Vuoi ricevere la nostra newsletter e rimanere aggiornato sulle nostre pubblicazioni?