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In considerazione della pandemia è probabile che l’entrata in vigore del codice della crisi venga prorogata e contestualmente possa essere alleggerito il sistema di allerta.

A seguito della pandemia, il Legislatore ha adottato una serie di provvedimenti finalizzati a supportare le imprese in una fase di difficoltà economica senza precedenti, quali in particolare:

  • l’articolo 1 comma 266 della Legge 178/2020, che prevede la possibilità di ripianare le perdite 2020 non più entro i termini di approvazione del bilancio dell’esercizio, ma nel termine di 5 anni;
  • l’articolo 1 comma 83 della Legge 178/2020, che consente la possibilità di rivalutare tutti o parte dei cespiti aziendali gratuitamente sotto l’aspetto civilistico e mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva del 3% sotto l’aspetto fiscale;
  • l’articolo 60 commi da 7 bis a 7 quinquies del decreto legge 104/2020, che prevede la facoltà di non applicare gli ammortamenti nell’esercizio 2020.

Tali disposizioni determinano la necessità di effettuare precise valutazioni in merito al discernimento delle perdite del 2020 dalle perdite maturate in esercizi precedenti o che matureranno in esercizi successivi, alla valutazione della congruità di eventuali rivalutazioni ed all’opportunità di applicare la sospensione degli ammortamenti.

Tuttavia, in presenza delle sopraindicate disposizioni normative, diviene sempre più incombente la data del 1° settembre 2021 in cui è prevista l’entrata in vigore delle misure restrittive del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (Dlgs 14/2019).

Allo stato attuale è probabile sia lo slittamento dell’entrata in vigore del decreto legislativo 14/2019 sia la revisione delle procedure previste dal Codice della crisi, in conformità alle direttive impartite dalla UE agli stati membri.

Tale revisione sarà probabilmente finalizzata ad un alleggerimento delle procedure di allerta verso nuovi atti di indirizzo consistenti in obblighi di informazione e opportunità di consulenza e assistenza nei confronti degli imprenditori volti a favorire la composizione negoziale della crisi su base volontaria.

Ad oggi, comunque, non è possibile avere contezza sul concreto funzionamento delle nuove procedure, tuttavia, pur nel fondamentale rispetto degli obbiettivi del Codice della crisi, è evidente che tali misure sarebbero più compatibili sia con la situazione attuale sia con la tanta auspicata ripresa dei mercati di tutti i settori economici.

 

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