20.06.22

Dal 1° luglio “addio” all’esterometro: invio dei dati Xml per ogni operazione

Dal primo di luglio si dirà “addio” all’esterometro, così per come lo conosciamo. Al posto della comunicazione cumulativa, come effettuato fino ad oggi, entrerà in vigore l’obbligo di invio puntuale all’Amministrazione Finanziaria dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. 

Pertanto, la tempestiva raccolta dei documenti da “integrare elettronicamente” costituirà un imperativo ricorrente dodici volte l’anno, tante quante saranno le fatture da comunicare.

Il decreto legge “Semplificazioni fiscali”, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 giugno, prevede, tuttavia, una rilevante modifica nell’ambito applicativo della comunicazione. Scopriamo di che si tratta. 

Dal 1° luglio 2022 le operazioni Iva seguiranno quanto disposto dall’articolo 1, comma 3-bis, ultimo periodo, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 in materia di trasmissione telematica delle operazioni Iva.

Secondo decreto (che entra in vigore proprio il 1° luglio), l’esterometro, nella forma della comunicazione cumulativa come effettuato fino ad oggi, sarà sostituito dall’invio puntuale all’Amministrazione Finanziaria dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (saranno escluse dall’obbligo comunicativo, le operazioni documentate da bolletta doganale o da fattura elettronica inviate al SdI).

Una vera e propria esplosione di adempimenti che impone una preventiva organizzazione.

Il decreto legge “Semplificazioni fiscali” approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2022, tuttavia, secondo la bozza circolata, prevede una rilevante modifica nell’ambito applicativo della comunicazione.

Intervenendo sull’art. 1 comma 3-bis del decreto legislativo 127/2015, saranno escluse dall’obbligo comunicativo le operazioni di importo non superiore a 5mila euro (intesa per ogni singola operazione), relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia, ai sensi degli articoli da 7 a 7-octies del D.P.R. n. 633/72.

La nuova disposizione conferma, quindi, da un lato l’obbligo di inserimento nel c.d. “esterometro” delle operazioni fuori campo Iva per carenza del requisito territoriale, anche successivamente alla data del 1° luglio 2022. D’altro canto, introduce un limite di importo pari a 5mila euro per ciascuna cessione o prestazione, al di sotto del quale la trasmissione dei dati non sarà più dovuta.

Ne consegue che la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni attive svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato dovrà essere effettuata entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi, così come vuole la moratoria prevista dall’articolo 5 del decreto legge 21 ottobre 2021 n. 146, che ha differito al 1° luglio 2022 il termine prima fissato al 1° gennaio 2022 per l’entrata in vigore delle novità in commento.

La trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni passive ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato sarà effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

L’OPERATIVITÀ DEL “NUOVO” ESTEROMETRO. In termini operativi, la nuova disposizione implica che:

  • per le fatture attive relative alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia, si deve emettere una fattura elettronica valorizzando il campo “codice destinatario” con “XXXXXXX” e dovrà essere inviato entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Nell’emissione si utilizzeranno i codici documento TD01, TD24 e TD25, a seconda se la fattura sia accompagnatoria ovvero differita. In tutti i casi il documento, così emesso, dovrà essere riportato nel registro delle fatture emesse entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • per le fatture passive, invece, ricevute in modalità analogica dai fornitori esteri, il cliente italiano dovrà generare un documento elettronico da trasmettere al Sistema di Interscambio. Il file relativo alle operazioni passive, a differenza del lato attivo, dovrà essere inviato al Sistema di Interscambio entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del documento da parte del fornitore estero. Nell’emissione dovrà essere utilizzato il codice TD17, TD18 o TD19, rispettivamente previsto per l’integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero, per l’integrazione per acquisto di beni intracomunitari e per l’integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, c.2, D.P.R. n. 633/72, ossia acquisto di beni da imprese estere con rappresentate fiscale in Italia e beni già presenti nel territorio nazionale. Il documento integrativo trasmesso dal committente è annotato sia nel registro delle fatture emesse che in quello delle fatture ricevute.

Se dal lato attivo poco cambierà nei processi organizzativi aziendali, essendo sufficiente adeguare i sistemi elettronici di fatturazione, dal lato passivo sarà necessario rivedere tempi e modi dell’adempimento.

L’esterometro, infatti, verrà sostituito da singole comunicazioni, una per ciascuna fattura, da effettuarsi secondo il meccanismo descritto entro il quindicesimo giorno successivo a quello di ricezione del documento. Una procedura del tutto simile a quella prevista per l’emissione della fattura elettronica, ma ripetuta all’infinito.

Dal 1° luglio 2022, pertanto, la tempestiva raccolta dei documenti da “integrare elettronicamente” costituirà un imperativo ricorrente dodici volte l’anno, tante volte quante saranno le fatture da comunicare.

Nulla cambierà, invece, per le operazioni soggette a reverse charge interno.

Per le operazioni fra soggetti passivi nazionali soggette a inversione contabile, l’invio del documento elettronico che sostituisce l’integrazione manuale, in codice TD16, continuerà a restare una facoltà del contribuente.

Allo stato attuale, le modifiche alle regole di invio dei dati delle operazioni transfrontaliere e l’inclusione di nuove categorie di soggetti obbligati impongono una riflessione in merito al regime sanzionatorio applicabile in caso di errori o omissioni.

Il decreto “Fisco-lavoro” (Decreto legge n. 146/2021) non aveva differito l’entrata in vigore delle rinnovate sanzioni, che sono divenute operative già dallo scorso 1° gennaio. La norma dispone, infatti, attualmente che, nel caso di omessa o di errata comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, sia applicata una sanzione amministrativa pari a 2 euro per ciascuna fattura, entro il limite massimo di 400 euro mensili (riducibili alla metà, entro il limite massimo di 200 euro per ciascun mese, qualora la trasmissione sia effettuata entro i quindici giorni successivi alle scadenze stabilite dall’art. 1 comma 3-bis del Decreto Legislativo n. 127/2015, o laddove, nel medesimo termine, sia effettuata la trasmissione corretta dei dati).

Il “doppio binario” dovrebbe venir meno, grazie alle modifiche che dovrebbero essere introdotte dal decreto legge “Semplificazioni fiscali”, in ragione del differimento al 1° luglio 2022 dell’entrata in vigore della nuova disciplina sanzionatoria.

La correzione dovrebbe porre fine alla questione concernente il limite massimo cui far riferimento per il calcolo delle sanzioni.

Attesa, sino al 30 giugno 2022, la periodicità trimestrale dell’esterometro. Un’interpretazione letterale della norma vigente avrebbe condotto a ritenere che per le violazioni commesse nei primi due semestri la sanzione più elevata cui far riferimento dovesse essere pari a 1.200 euro (importo calcolato ragguagliando il valore di 400 euro mensili). Il ripristino delle “vecchie” regole per il primo semestre farebbe nuovamente scendere la soglia a mille euro.

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